Comolli ridisegna la Juventus: ecco il suo team

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Cronache sport calcio
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L’amministratore delegato Damien Comolli ha avviato una profonda riorganizzazione della Juventus, sfruttando la piena fiducia ricevuta dalla proprietà. In quasi un anno dal suo insediamento, il manager francese ha ridisegnato la struttura del club a tutti i livelli, introducendo un nuovo gruppo di lavoro. La sua missione ha previsto la creazione di un modello dirigenziale innovativo, con figure specializzate e un approccio che attinge alle sue precedenti esperienze in club come Arsenal, Liverpool e Tottenham.

Il braccio operativo di Comolli per l’area tecnica è François Modesto, nominato direttore tecnico. Connazionale dell’AD, Modesto ha un passato da calciatore e dirigente in club come Cagliari, Monaco e Olympiacos, e funge da principale collegamento con la squadra, pur senza occuparsi direttamente delle trattative di mercato.

Per la gestione dei negoziati, infatti, è stato scelto Marco Ottolini come direttore sportivo. Il suo arrivo è stato supportato anche dall’ex capitano Giorgio Chiellini, con cui aveva già collaborato in passato.

Il team di Comolli si estende anche all’area delle performance, con l’inserimento dell’australiano Darren Burgess. Considerato uno dei migliori professionisti del settore a livello globale, Burgess ha il compito di ottimizzare l’integrazione e l’utilizzo dei dati tra l’area medica, quella atletica e quella tecnica.

Sul fronte commerciale, la gestione è stata affidata a Peter Silverstone, professionista scozzese proveniente dalla Premier League, dove ha lavorato per club come Newcastle e Arsenal. Il suo incarico mira a potenziare le strategie di business e i ricavi della società bianconera.

A Torino, Comolli si è trasferito con la moglie, Selinay Gurgenc, conosciuta durante la comune esperienza lavorativa al Fenerbahce. Sebbene non ricopra un ruolo ufficiale all’interno della Juventus, la sua presenza è una costante alle partite e a ridosso delle attività della squadra, segnando una discontinuità rispetto alle abitudini passate.

La famiglia si è integrata nella vita cittadina, scegliendo di vivere nel centro storico di Torino. L’impronta del manager francese si manifesta quindi non solo nella nuova struttura societaria, ma anche in un diverso stile di gestione e presenza nel mondo Juve.

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