MONDRAGONE – L’inchiesta che aveva acceso i riflettori sullo spaccio di droga sul litorale domizio arriva a un passaggio decisivo e ora rischia di sfociare in un processo. La Procura di Santa Maria Capua Vetere, con il sostituto procuratore Daniela Pannone, ha infatti notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sei persone, ritenute coinvolte, a vario titolo, in una fitta attività di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti tra Mondragone e, in alcuni episodi, anche Sessa Aurunca.
A rischiare il rinvio a giudizio sono Giulia Camasso, 45 anni, Alfredo Piscitiello, 42 anni, Oreste Lagnese, 48 anni, tutti di Mondragone, Giovanni Castagna, 43 anni, di Maddaloni, Ignazio Coronella, 54 anni, mondragonese, ed Ernesto Simeone, 45 anni, di Sessa Aurunca. Per diversi altri soggetti citati negli atti, invece, il procedimento risulta essere stato separato.
Dalle contestazioni emerge un quadro investigativo ampio, costruito soprattutto attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, molte delle quali effettuate all’interno delle auto in uso a Lagnese, tra una Ford Fiesta e una Bmw, oltre che su diverse utenze telefoniche. Secondo l’impostazione accusatoria, tra il novembre 2020 e il marzo 2021 sarebbe stato documentato un continuo movimento di droga, con episodi ripetuti di cessione, acquisto e detenzione finalizzata allo spaccio.
L’impianto accusatorio restituisce, almeno nella prospettiva investigativa, l’immagine di un’attività di spaccio diffusa e ripetuta, con contatti frequenti, dosi cedute a diversi acquirenti e un mercato che, secondo gli inquirenti, si muoveva lungo l’asse di Mondragone, vero epicentro del fascicolo. È proprio questo uno degli aspetti che aveva fatto emergere con forza l’attenzione degli investigatori sul litorale: non episodi isolati, ma una sequenza di condotte che, se confermate, descriverebbero una rete di approvvigionamento e distribuzione radicata sul territorio.
Adesso la parola passa alle difese, che potranno depositare memorie, produrre documentazione o chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero prima delle determinazioni finali. Solo dopo questa fase la Procura deciderà se chiedere il processo per i sei indagati, tutti da considerare innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile. A comporre il collegio difensivo sono gli avvocati Nicola D’Angelo, Alessio Ruoppo, Antonio Miraglia, Angelo Librace e Luigi Iannettone.
© RIPRODUZIONE
RISERVATA



















