GIUGLIANO IN CAMPANIA – Una doppia vita criminale, condotta all’ombra della divisa da lavoro che avrebbe dovuto renderli custodi dell’ambiente. Di giorno operatori ecologici per una società incaricata della raccolta dei rifiuti urbani, di notte trafficanti e smaltitori abusivi di veleni. È questo l’incredibile e desolante quadro emerso da una complessa indagine che, all’alba di oggi, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, per due soggetti residenti nell’area a nord di Napoli. L’operazione, disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura locale, ha visto anche il sequestro preventivo dell’autovettura utilizzata per i loro traffici illeciti.
L’accusa è pesantissima: plurimi episodi di raccolta, trasporto e smaltimento illecito di rifiuti speciali, sia pericolosi che non, abbandonati sistematicamente lungo le strade del vasto e martoriato territorio di Giugliano in Campania. Un’attività investigativa meticolosa, coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta sul campo dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli – Nucleo di Pozzuoli, che ha smascherato un sistema tanto semplice quanto devastante per l’ambiente. Per mesi, gli inquirenti hanno seguito le mosse dei due indagati attraverso puntuali servizi di osservazione e pedinamento, supportati da sistemi di geolocalizzazione satellitare installati sul veicolo e dall’analisi minuziosa delle registrazioni di decine di telecamere di videosorveglianza.
La ricostruzione a ritroso della filiera criminale ha permesso di accertare come i due uomini, sfruttando le loro conoscenze del settore, avessero messo in piedi un vero e proprio business parallelo. Utilizzando un’auto privata, si recavano presso siti industriali e cantieri edili della zona per raccogliere, dietro compenso, ingenti quantitativi di scarti di produzione. Non si trattava di semplice immondizia, ma di rifiuti di elevata pericolosità: solventi chimici, barattoli di vernici industriali, scarti edili e persino componenti di veicoli ancora intrisi di oli esausti e altri liquidi inquinanti. Questo carico di veleni veniva poi trasportato e sversato senza alcuno scrupolo in località isolate del comune giuglianese, spesso in aree già tristemente note per essere state trasformate in discariche a cielo aperto.
Gli investigatori hanno documentato almeno otto episodi di abbandono, concentrati nei mesi di dicembre 2025 e gennaio 2026, che hanno contribuito ad aggravare una situazione ambientale già critica. La svolta definitiva è arrivata durante l’interrogatorio cosiddetto “preventivo” davanti al GIP. Messi di fronte a un quadro probatorio schiacciante, i due indagati non hanno potuto fare altro che crollare, ammettendo pienamente gli addebiti e confermando, di fatto, la solidità della piattaforma indiziaria raccolta dai Carabinieri Forestali.
Questa operazione, come sottolineato dagli inquirenti, conferma l’altissima attenzione che la Procura di Napoli Nord e l’Arma dei Carabinieri mantengono accesa sul fenomeno degli sversamenti illeciti, una piaga che continua a deturpare e avvelenare i comuni del Circondario aversano. Un impegno costante per la tutela della salute pubblica e per restituire dignità a un territorio troppo a lungo ostaggio di criminali senza scrupoli.


















