L’ascesa di Jannik Sinner al vertice del tennis mondiale ha inevitabilmente attivato i paragoni con le leggende di questo sport. Il confronto più stimolante è quello con Novak Djokovic, il giocatore che ha riscritto quasi ogni record. Analizzando le carriere alla stessa età, emergono somiglianze e differenze che delineano il percorso eccezionale dell’italiano.
A 22 anni, Sinner ha già costruito un palmarès di altissimo livello. È diventato il primo italiano a raggiungere la posizione numero uno del ranking ATP e ha conquistato il suo primo titolo del Grande Slam agli Australian Open 2024. Il suo bottino complessivo conta 13 titoli nel circuito maggiore, tra cui spiccano anche due Masters 1000 e la storica Coppa Davis vinta con l’Italia nel 2023.
Se si guarda a Novak Djokovic alla stessa età, il quadro è altrettanto impressionante, ma con alcune differenze significative. Al termine della stagione in cui ha compiuto 22 anni, il serbo era stabilmente numero 3 del mondo, alle spalle dei rivali Federer e Nadal. Aveva già vinto 15 tornei, un numero leggermente superiore a Sinner, e vantava un trofeo alle ATP Finals del 2008 e ben cinque titoli Masters 1000.
Tuttavia, al giovane Djokovic mancavano ancora due traguardi che Sinner ha già centrato: la vittoria in un torneo del Grande Slam e la conquista della prima posizione mondiale. Nole ha raggiunto la sua prima finale Slam agli US Open 2007, perdendo contro Federer, e ha dovuto attendere gli Australian Open 2008 per sollevare il suo primo Major. La vetta del ranking è arrivata invece solo a 24 anni compiuti, nel luglio del 2011.
Il confronto mostra come Sinner sia stato più precoce nel raggiungere i due obiettivi più prestigiosi del tennis. D’altra parte, Djokovic a quell’età dimostrava una maggiore continuità nei tornei Masters 1000, un segnale della sua imminente e straordinaria esplosione. La vera sfida per l’italiano inizierà ora: confermarsi al vertice e provare a emulare la longevità e la fame di vittorie che hanno reso Djokovic una leggenda.
Il futuro prossimo offrirà a Sinner importanti banchi di prova per arricchire ulteriormente la sua bacheca. Con Wimbledon, le Olimpiadi di Parigi e gli US Open all’orizzonte, l’altoatesino avrà la possibilità di consolidare la sua leadership e continuare a scrivere pagine di storia. Il suo percorso, seppur diverso, prosegue sulle orme dei più grandi di sempre.







