Mar Ligure: progetto contro la microplastica marina

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Plastica zero
Plastica zero

È stato ufficialmente avviato il progetto “Sentinelle del Mare”, un’ambiziosa iniziativa scientifica per contrastare l’inquinamento da microplastiche nel cuore del Mar Ligure. L’area di intervento sarà il Santuario Pelagos, un’area marina protetta di importanza cruciale per la sopravvivenza di balene, delfini e altre specie marine del Mediterraneo.

Il programma, frutto di una collaborazione internazionale, mira a creare il primo sistema di monitoraggio ad alta risoluzione dei frammenti plastici, una minaccia invisibile ma devastante per l’ecosistema. L’obiettivo finale è fornire strumenti concreti per interventi di bonifica e per la prevenzione.

Le microplastiche, frammenti inferiori ai cinque millimetri, derivano dalla degradazione di rifiuti più grandi e sono ormai onnipresenti nei nostri mari. A causa delle loro dimensioni, vengono facilmente ingerite dalla fauna marina, entrando nella catena alimentare e causando danni fisiologici, intossicazioni e problemi riproduttivi.

Nel Santuario Pelagos, dove si concentrano grandi mammiferi marini come la balenottera comune, questi rischi sono amplificati. Gli animali filtratori, in particolare, ingeriscono enormi volumi d’acqua, accumulando grandi quantità di particelle plastiche nei loro organismi con conseguenze ancora in parte da comprendere, ma certamente negative.

L’innovazione del progetto “Sentinelle del Mare” risiede nell’impiego di tecnologie all’avanguardia. Una flotta di droni acquatici autonomi, sia di superficie che sottomarini, perlustrerà sistematicamente le acque del santuario. Questi veicoli saranno equipaggiati con sensori iperspettrali e telecamere specializzate, in grado di “vedere” e quantificare la presenza di polimeri plastici nell’acqua.

I dati raccolti in tempo reale verranno trasmessi a una piattaforma centrale gestita da un’intelligenza artificiale. L’algoritmo analizzerà le informazioni per creare mappe dinamiche e dettagliate della distribuzione e della concentrazione delle microplastiche, identificando le aree più critiche e le correnti che ne favoriscono l’accumulo.

L’operazione è coordinata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) in sinergia con il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova e l’istituto di ricerca francese Ifremer. Questa partnership garantirà un approccio multidisciplinare e transfrontaliero, essenziale per la gestione di un’area protetta che si estende tra Italia, Francia e Principato di Monaco.

Il progetto avrà una durata iniziale di tre anni, durante i quali si completerà la fase di mappatura. Successivamente, le mappe di rischio guideranno le future campagne di pulizia e supporteranno le autorità nella definizione di nuove politiche per limitare l’uso di plastiche monouso. “Non ci limiteremo a contare i danni, forniremo la conoscenza per agire”, ha dichiarato il responsabile scientifico.

“Sentinelle del Mare” rappresenta un passo fondamentale verso una gestione più consapevole dell’ambiente marino. La tecnologia, quando messa al servizio della tutela ambientale, può offrire soluzioni potenti a problemi complessi. La salute del Mar Mediterraneo e la sopravvivenza della sua straordinaria biodiversità dipendono da iniziative coraggiose come questa, che uniscono ricerca e cooperazione internazionale.

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