Italia: nuove regole per la raccolta delle batterie

20
Riciclo batterie
Riciclo batterie

La gestione delle batterie esauste in Italia ha imboccato una nuova strada, spinta da un’importante transizione normativa e operativa. Un recente rapporto ha evidenziato una flessione nei volumi di accumulatori portatili raccolti nel 2025, un dato che, tuttavia, non riflette un calo di efficienza ma una modifica nei criteri di classificazione imposta dall’Unione Europea.

Secondo il 12° Rapporto del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CCNPA), la raccolta di batterie portatili si è attestata a 8,86 milioni di chilogrammi, segnando una diminuzione di 1,5 milioni rispetto all’anno precedente. Questa contrazione è una conseguenza diretta del nuovo Regolamento UE 2023/1542, che ha ridefinito le categorie di pile, escludendo alcuni flussi dal conteggio tradizionale. Il sistema nazionale, quindi, non ha perso efficacia.

In contrasto con il dato sui volumi, la rete dei punti di conferimento ha continuato la sua espansione. Nel 2025 i siti attivi sono diventati 15.053, con un aumento del 3,56% rispetto al 2024. Il vero ostacolo non è più la carenza di infrastrutture, ma la limitata consapevolezza dei cittadini, che spesso non conferiscono correttamente le pile esauste.

L’analisi territoriale ha confermato una forte disparità: il Nord Italia ha raccolto 6,49 milioni di kg, contro 1,44 milioni del Centro e solo 922 mila kg nel Sud e nelle Isole. A livello regionale, il Piemonte si è distinto con 2,31 milioni di kg, seguito da Lombardia (1,87 milioni) e Veneto (1,07 milioni).

Un capitolo a parte riguarda le batterie industriali e per veicoli, la cui raccolta ha raggiunto 43,4 milioni di kg. Questa filiera è dominata dagli accumulatori al piombo per l’avviamento (73%), mentre il restante 27% è costituito da batterie per gruppi di continuità e carrelli elevatori, gestite secondo il principio della responsabilità estesa del produttore.

Il Regolamento UE 2023/1542 ha rivoluzionato l’intero ciclo di vita del prodotto, superando la vecchia distinzione tra “portatili” e “industriali”. Ha introdotto cinque nuove categorie e fissato obiettivi di raccolta molto più ambiziosi: per le portatili si dovrà raggiungere il 63% entro il 2027 e il 73% entro il 2030.

Nei prossimi anni saranno introdotte innovazioni significative. A partire dal 18 febbraio 2027 diventerà obbligatorio il passaporto digitale della batteria, un documento accessibile tramite QR code che ne traccerà l’intero ciclo di vita. Sono stati fissati anche target di riciclo molto stringenti: entro il 2031 si dovrà recuperare l’80% del litio e fino al 95% di cobalto, rame, piombo e nichel.

In questo nuovo scenario, il ruolo del CCNPA è stato potenziato. L’ente non si occuperà più solo del coordinamento, ma monitorerà il raggiungimento degli obiettivi europei e gestirà il registro nazionale degli impianti di trattamento, diventando il perno della filiera italiana per garantire tracciabilità e uniformità.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome