Scacco alla camorra, abbattuta la villa del luogotenente del clan Contini

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Salvatore Botta e la sua villa
Salvatore Botta e la sua villa

NAPOLI – Duro colpo all’Alleanza di Secondigliano: abbattuta la villa della famiglia di Salvatore Botta, ritenuto dagli inquirenti un luogotenente del clan Contini del Vasto. All’alba di ieri le operazioni per demolire la villetta al rione Amicizia. Gli investigatori fanno sapere che Salvatore Botta, detto l’infermiere, viene indicato dalla Procura vicino ai vertici del clan Contini. Il consenso della cosca qui è stampato sui muri: all’ingresso della villa, subito dopo il cortile, campeggia una sorta di manifesto-diploma ingiallito rimasto attaccato sui mattoni: “Miglior Boss del Mondo”, c’è scritto. Riavvolgiamo il nastro. I tecnici dell’Acer ieri sono entrati nell’immobile e hanno trovato una sauna, una sala pizzeria, una cucina industriale, diverse casseforti, un grande box con più auto accessibile dall’interno della casa, una cantina con oltre mille bottiglie di vino di pregio. Sotto i colpi delle ruspe finisce un’era nel rione San Francesco: la struttura di 350 metri quadrati su due piani che, dietro una facciata anonima, nascondeva un mondo di sfarzo kitsch tra arredi fastosi e grandi lampadari è stata demolita e oggi quel simbolo non esiste più.

Al suo posto, grazie a un massiccio intervento di riqualificazione, sorgerà un’area comune con parco giochi e zone verdi, restituendo ossigeno e socialità a un quartiere per troppo tempo ostaggio dei clan, una vittoria delle istituzioni. L’abbattimento è il culmine di un percorso complesso che ha visto schierati in prima linea Acer Campania, prefettura, questura, Procura e Comune di Napoli. Il presidente Acer David Lebro parla di “un’azione concreta che riafferma il principio di legalità e la capacità delle istituzioni di presidiare insieme il territorio”, mentre il prefetto Michele di Bari sottolinea che si tratta di “un atto di sostanza, non solo simbolico” che restituisce un pezzo di città ai cittadini. L’operazione si inserisce in un piano di restyling più vasto che sta cambiando il volto della zona: 12 fabbricati coinvolti con la ricostruzione e ristrutturazione di 288 alloggi di edilizia popolare. Mentre la polvere della demolizione si posa, il messaggio per il quartiere è chiaro: dove prima regnava l’illegalità, ora nascerà uno spazio per i bambini e le famiglie.

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