Si è spenta all’età di 79 anni Biruté Galdikas, una delle figure più rilevanti della primatologia moderna e una voce fondamentale nella difesa dei grandi primati. Con lei scompare una protagonista della ricerca sul campo, ma soprattutto un’attivista instancabile per la tutela delle foreste tropicali e degli oranghi, tra le specie più minacciate del pianeta.
Il suo nome è legato in modo indissolubile all’isola del Borneo. Qui, all’inizio degli anni Settanta, ha avviato un progetto destinato a cambiare per sempre la conoscenza scientifica degli oranghi nel loro ambiente naturale. Fu il paleoantropologo Louis Leakey a sceglierla, inserendola nel celebre gruppo di studiose che hanno rivoluzionato la primatologia: Jane Goodall per gli scimpanzé, Dian Fossey per i gorilla e la stessa Galdikas.
Nel cuore della giungla, a Camp Leakey nel Parco nazionale di Tanjung Puting, Galdikas ha trascorso più di cinquant’anni a osservare questi animali schivi. Le sue ricerche hanno fornito contributi essenziali sulla loro socialità, sul comportamento e sul delicato equilibrio ecologico che li lega alla foresta.
Il suo impegno, però, non si è limitato alla sola ricerca. Galdikas è stata tra le prime scienziate a trasformare lo studio degli animali in un’azione diretta per la loro protezione. Nel 1986 ha fondato la Orangutan Foundation International, con lo scopo di salvaguardare questi primati e il loro habitat attraverso programmi di riabilitazione per gli orfani e attività di educazione ambientale.
Nel corso degli anni ha denunciato con forza la distruzione delle foreste pluviali, l’espansione delle coltivazioni industriali e il traffico illegale di fauna selvatica. Ha contribuito a portare all’attenzione globale il legame tra deforestazione, crisi climatica e sopravvivenza dei primati.
«Con Biruté Galdikas perdiamo una scienziata straordinaria e una donna che ha saputo trasformare la conoscenza in responsabilità», ha dichiarato Carla Rocchi, presidente nazionale ENPA. «Il suo impegno è un esempio potente di come la ricerca possa diventare difesa concreta degli animali e degli ecosistemi. A lei dobbiamo una maggiore consapevolezza del nostro dovere verso il pianeta».
La sua eredità rimane oggi più attuale che mai. Gli oranghi continuano a essere minacciati dalla perdita di habitat, dagli incendi e dalla pressione delle attività agricole. Il lavoro di Galdikas ha dimostrato che la scienza può e deve diventare azione, responsabilità e difesa concreta della biodiversità.
Con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale della primatologia. Resta però una rete viva di progetti e iniziative che continuano a operare sul campo, seguendo la strada che lei ha tracciato: quella di una scienza capace di schierarsi, di denunciare e di proteggere.


















