Il mercato italiano delle biciclette ha registrato una flessione. Secondo i dati diffusi da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), sono state vendute complessivamente 1.303.000 unità. Nello specifico, le biciclette tradizionali hanno subito una diminuzione del 4%, mentre le e-bike, dopo anni di crescita inarrestabile, hanno segnato una contrazione del 7%, per un totale di 256.000 pezzi venduti.
Questa frenata viene interpretata come un assestamento fisiologico. Il settore sta raggiungendo una fase di maturità dopo l’intensa crescita stimolata dagli incentivi statali del periodo post-pandemico. Nonostante il calo, le biciclette a pedalata assistita hanno consolidato la loro posizione, rappresentando oggi il 20% del mercato totale, un netto aumento rispetto alla quota dell’11% che detenevano nel 2019.
La contrazione ha avuto un impatto diretto sui canali di vendita e sulla produzione nazionale. I negozi specializzati, fulcro per l’assistenza e la vendita, sono stati i più colpiti, con un calo del 14% nelle vendite di e-bike. Anche la produzione italiana di biciclette elettriche ha risentito della situazione, scendendo a 281.000 unità (-17%), con una parallela diminuzione dell’export del 20,7%. In controtendenza, invece, le vendite nella grande distribuzione specializzata e quelle online hanno mostrato risultati positivi.
Per rilanciare un comparto che in Italia conta ancora 220 aziende e 17.000 addetti, per un fatturato industriale di 1,9 miliardi di euro, l’industria si è rivolta alla politica con richieste precise. L’associazione di categoria ha chiesto maggiori controlli sui veicoli venduti impropriamente come e-bike, ma che non rispettano i requisiti tecnici previsti dalle normative europee. Questo fenomeno, ha spiegato il presidente di ANCMA Mariano Roman, crea squilibri di mercato e danneggia il settore delle vere biciclette elettriche.
Sono stati inoltre sollecitati investimenti strutturali per migliorare le infrastrutture ciclabili, rendendole un’alternativa sicura all’automobile, e l’introduzione di regole chiare per sostenere il mercato interno.
In questo scenario complesso, emerge però un dato positivo: l’export della componentistica. Le esportazioni di componenti italiani per biciclette hanno raggiunto un valore di 550 milioni di euro, con un incremento del 14,5%. Questo dinamismo contribuisce a mantenere la bilancia commerciale complessiva del settore positiva per 172 milioni di euro, dimostrando la solidità e la proiezione internazionale dell’industria nazionale.
Il futuro della mobilità dolce si trova ora in una fase delicata. Se da un lato l’aumento dei costi di energia e carburanti potrebbe incentivare l’uso della bicicletta, dall’altro la ridotta capacità di spesa delle famiglie italiane rappresenta un freno all’acquisto di mezzi ad alto valore tecnologico come le e-bike, lasciando il settore in attesa di nuove dinamiche di mercato.


















