Fortescue: via il diesel dalle miniere australiane

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Miniere sostenibili
Miniere sostenibili

Il colosso minerario australiano Fortescue, leader mondiale nell’estrazione di minerale di ferro, ha annunciato un’accelerazione decisa verso l’eliminazione dei combustibili fossili dalle proprie attività. La decisione, maturata anche in risposta all’instabilità geopolitica e alla necessità di contenere i costi energetici, prevede l’implementazione di un sistema di energia verde “off-grid” in tempi record.

L’obiettivo è abbandonare completamente l’uso del diesel e di altri idrocarburi entro il 2028. Fortescue ha fissato un traguardo ancora più ambizioso per il 2030: il raggiungimento del “Real Zero”. A differenza del più comune “Net Zero”, questo concetto implica un taglio effettivo delle emissioni inquinanti senza ricorrere a meccanismi di compensazione del carbonio, come la piantumazione di alberi o l’acquisto di crediti.

Il cuore del progetto è il Pilbara Energy Connect (PEC), una rete energetica integrata e autonoma che collegherà tutti i siti operativi della compagnia nella regione di Pilbara. Una volta completata, l’infrastruttura si estenderà per oltre 620 chilometri di linee di trasmissione ad alta tensione, alimentando gli impianti minerari con energia pulita.

Il sistema sarà supportato da una capacità di generazione imponente: 1,2 GW proverranno da impianti solari, oltre 600 MW da parchi eolici e tra 4 e 5 GWh saranno garantiti da sistemi di accumulo a batterie su larga scala. Questo mix consentirà una distribuzione fluida e costante di elettricità rinnovabile in tutta la regione.

Il piano di sviluppo prevede tappe precise. Entro l’inizio del 2027, l’azienda avrà installato 290 MW di capacità rinnovabile per sostenere le operazioni diurne. Questa prima fase porterà a un risparmio stimato di quasi 100 milioni di dollari in costi per i combustibili fossili, con una riduzione dei costi operativi unitari tra 2 e 4 dollari a tonnellata di minerale estratto.

Con questo progetto, Fortescue intende dimostrare su scala industriale che le fonti rinnovabili rappresentano un’alternativa non solo affidabile, ma anche economicamente competitiva rispetto ai combustibili tradizionali. Il passo successivo sarà la commercializzazione del modello, offrendo la tecnologia in licenza o come servizio ad altre grandi industrie a livello globale.

L’impegno verso la decarbonizzazione è già concreto. Nell’ultimo bilancio, la società ha dichiarato investimenti per 405 milioni di dollari in iniziative green e sta progressivamente sostituendo le attrezzature minerarie alimentate a diesel con alternative a zero emissioni. Tuttavia, il percorso non è privo di aggiustamenti: nel corso del 2025 l’azienda aveva annunciato un ridimensionamento dei propri obiettivi sull’idrogeno verde, cancellando alcuni progetti in Australia e Stati Uniti.

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