Zannini, no dal giudice al ritorno in Campania

La difesa aveva chiesto al gip di alleggerire la misura cautelare

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Il consigliere regionale Zannini
Giovanni Zannini

CASERTA – Nessun alleggerimento della misura cautelare per Giovanni Zannini (nella foto). A distanza di circa un mese dall’ordinanza che lo ha costretto a lasciare la Campania, il gip ha rigettato la richiesta avanzata dalla difesa del consigliere regionale di Forza Italia, confermando il divieto di dimora non solo nella regione ma anche in quelle confinanti.

Un tentativo, quello dei legali, legato anche a una novità intervenuta nei giorni scorsi: la sospensione di Zannini dalla carica di consigliere regionale, con il subentro in assemblea di Angela Parente. Proprio la perdita del ruolo politico era stata indicata come elemento utile a ridimensionare le esigenze cautelari, proponendo una misura meno afflittiva, limitata al solo divieto di dimora a Napoli e provincia.
Una linea che però non ha trovato accoglimento. Il giudice ha confermato l’impianto originario della misura (che aveva ricevuto conferma anche dal Riesame), ritenendo ancora attuali le esigenze cautelari.

Zannini, mondragonese, resta quindi obbligato a dimorare fuori dalla Campania e dalle regioni limitrofe (Lazio, Molise, Puglia e Basilicata), così come disposto nell’ordinanza firmata dal gip Daniela Vecchiarelli del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il provvedimento si inserisce nell’inchiesta della Procura sammaritana, che contesta al consigliere i reati di corruzione, falso e truffa in relazione, tra l’altro, alla realizzazione del maxi caseificio della Spinosa Spa a Cancello ed Arnone. Secondo l’accusa, Zannini avrebbe inciso sulle procedure amministrative per superare i vincoli ambientali e garantire agli imprenditore di non perdere un finanziamento milionario che avevano intercettato.

Nell’ambito dello stesso filone investigativo, al politico viene contestata anche un’ipotesi di concussione (per la quale non c’è misura cautelare).

Nonostante la sospensione dalla carica e il tentativo di rimodulare la misura, dunque, per Zannini non cambia nulla: resta l’allontanamento dal territorio, in attesa degli sviluppi del procedimento.

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