In vista dell’imminente stagione di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta, si è tenuto un importante corso di formazione nel comune di Ascea, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra l’amministrazione comunale e gli esperti del Gruppo Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), ha avuto l’obiettivo di preparare una squadra di volontari per le attività di monitoraggio e salvaguardia dei nidi.
Le coste del Cilento rappresentano uno degli habitat di nidificazione più importanti per questa specie protetta nel Mediterraneo. Ogni estate, le femmine di Caretta caretta tornano sulle spiagge dove sono nate per deporre le uova, ma affrontano numerose minacce: l’erosione costiera, l’inquinamento luminoso e acustico, il disturbo causato dalle attività turistiche e, non da ultimo, l’impatto dei rifiuti plastici. La sopravvivenza dei nidi e la nascita dei piccoli dipendono in modo cruciale dall’intervento umano.
Il corso, durato due giorni, ha alternato sessioni teoriche a esercitazioni pratiche. I partecipanti hanno approfondito la biologia della specie, il suo ciclo vitale e le normative che la tutelano. Successivamente, si sono spostati sulla spiaggia per imparare a riconoscere le tracce lasciate dalle tartarughe durante la risalita notturna, a identificare un sito di deposizione e a mettere in atto le prime, fondamentali misure di sicurezza per proteggere il nido da predatori e da involontari danneggiamenti.
I volontari, veri e propri “angeli delle tartarughe”, svolgeranno un ruolo insostituibile. Durante la stagione estiva, pattuglieranno le spiagge alle prime luci dell’alba, alla ricerca di segni di nidificazione. Una volta individuato un nido, questo verrà segnalato, recintato e monitorato costantemente dagli esperti e dai volontari stessi fino al momento della schiusa, che avviene circa 45-60 giorni dopo la deposizione. La loro presenza sarà essenziale anche per gestire la delicata fase in cui i piccoli emergono dalla sabbia e raggiungono il mare, garantendo che il loro percorso non sia ostacolato.
Questo modello di conservazione partecipata, che unisce la competenza scientifica degli istituti di ricerca all’impegno delle amministrazioni locali e alla passione dei cittadini, si è dimostrato vincente per la tutela della biodiversità marina. L’iniziativa di Ascea rafforza una rete di monitoraggio che si estende lungo le coste campane, fondamentale per raccogliere dati preziosi e garantire un futuro a questi antichi abitanti del mare.
Il progetto è aperto a chiunque voglia contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ecosistema marino. Per informazioni su come unirsi al gruppo di volontari per la prossima stagione, è possibile contattare il numero di riferimento del coordinamento: 338 4077563.


















