PNRR: 4 miliardi per agrivoltaico e fonti rinnovabili

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Decreto PNRR
Decreto PNRR

Il decreto legge con nuove disposizioni per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è diventato legge dopo l’approvazione definitiva in Parlamento. Il testo interviene principalmente per aggiornare il quadro operativo di misure già previste in campo energetico, ambientale e infrastrutturale, con il termine ultimo per il completamento degli interventi fissato al 30 giugno 2026.

Il capitolo più rilevante per il settore energetico ha confermato la destinazione di oltre 4,1 miliardi di euro a programmi di sovvenzione per impianti a fonti pulite. Questi investimenti, già inclusi nel Piano, ricevono ora una cornice attuativa più definita.

Nello specifico, circa 1,1 miliardi di euro sono stati destinati allo sviluppo dell’agrivoltaico, mentre 795,5 milioni di euro finanzieranno la creazione di comunità energetiche e sistemi di autoconsumo collettivo. Altri 2,23 miliardi di euro supporteranno la produzione di biometano, con un focus sulla riconversione di impianti a biogas esistenti.

Il decreto ha chiarito il ruolo del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) come soggetto incaricato dei programmi e ha definito le modalità per la concessione dei contributi, che rimarranno in conto capitale. L’intervento punta a rendere più operativo un impianto già esistente, senza introdurre nuovi strumenti. Per l’agrivoltaico, l’obiettivo di 900 MW è stato già ampiamente superato, con 540 progetti ammessi per una potenza totale di 1.548 MW.

Un’area di intervento significativo riguarda le procedure ambientali. Il testo ha rafforzato le competenze delle Regioni e delle Province autonome riguardo al Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR). Inoltre, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2028 la possibilità di svolgere in modalità telematica le istruttorie delle commissioni per le valutazioni ambientali (VIA) legate al PNRR.

Sul fronte dei trasporti, il provvedimento ha introdotto l’obbligo di un’analisi costi-benefici per i progetti ferroviari con importo superiore a 50 milioni di euro. È stata inoltre estesa anche alle società del gruppo Ferrovie dello Stato la semplificazione autorizzativa per gli impianti rinnovabili a servizio della trazione ferroviaria.

La novità più rilevante è l’istituzione di un fondo dedicato al settore idrico, con una dotazione di 1 miliardo di euro dal PNRR. L’obiettivo è sostenere interventi per la sicurezza e l’ammodernamento delle infrastrutture, come la diga di Campolattaro e il sistema idrico del Peschiera.

Una parte delle risorse sarà indirizzata anche ai territori colpiti da eventi alluvionali, per la messa in sicurezza e la riqualificazione delle reti esistenti. Infine, per assicurare la continuità operativa nella fase finale del Piano, sono stati prorogati fino al 2026 gli incarichi degli esperti e fino al 2029 le strutture di missione ministeriali.

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