Il ciliegio non è solo un albero da frutto, ma un vero e proprio elemento ornamentale che arricchirà qualsiasi giardino con la sua splendida fioritura primaverile e la sua presenza elegante durante tutto l’anno. La sua coltivazione si è dimostrata accessibile a molti, a patto di seguire alcune indicazioni fondamentali.
Prima di procedere, sarà essenziale valutare lo spazio a disposizione. Un ciliegio innestato su un portainnesto vigoroso diventerà un albero di grandi dimensioni, raggiungendo un’altezza di 6-10 metri. Per questo motivo, richiederà un’ampia area e dovrà essere piantato a una distanza di 6-8 metri da altre piante. Per giardini di medie dimensioni, la soluzione ideale sarà un ciliegio su portainnesto nano o semi-nano, che si manterrà tra i 3 e i 5 metri di altezza, con una distanza di impianto di 3-4 metri.
Esistono due specie principali: il Prunus Avium, noto come ciliegio dolce, che produce i frutti rossi e zuccherini che tutti conosciamo, e il Prunus Cerasus, o ciliegio acido, da cui si ottengono amarene e visciole. L’Italia vanta eccellenze territoriali tra le varietà dolci, come la ciliegia Ferrovia in Puglia, la Marostica IGP in Veneto e il durone di Vignola in Emilia Romagna.
Per la messa a dimora, si potrà scegliere se partire dall’arbusto acquistato in vivaio o tentare la semina dai noccioli, sebbene quest’ultima opzione sia più lunga e incerta. Il trapianto dell’arbusto andrà effettuato preferibilmente a novembre. Dopo aver scavato la buca, si posizionerà la pianta e la si assicurerà a dei pali di sostegno con del fil di ferro, per garantirne una crescita dritta e stabile. Seguirà un’abbondante annaffiatura.
Il ciliegio predilige posizioni soleggiate e riparate dal vento. Sebbene resista bene al freddo invernale, le gelate tardive primaverili rappresentano una seria minaccia per la sua fioritura precoce. Anche le piogge prolungate possono essere dannose, favorendo l’insorgenza della monilia, una malattia fungina. Per questi motivi, le zone collinari sono spesso ideali, in quanto garantiscono un migliore drenaggio. Il terreno dovrà essere fertile e ben lavorato prima dell’impianto.
L’irrigazione dovrà essere regolare ma senza eccessi, poiché la pianta non tollera i ristagni idrici. Dopo l’impianto, si annaffierà a giorni alterni per la prima settimana, per poi ridurre a due o tre volte nella seconda settimana. Successivamente, basterà un’irrigazione settimanale.
La potatura non richiederà interventi drastici. Sarà sufficiente eliminare i rami secchi o danneggiati. Il periodo ideale per questa operazione varia con l’età della pianta: per gli esemplari giovani si procederà tra la primavera e l’estate, mentre per gli alberi adulti si interverrà a fine inverno o fine estate, sempre con tagli leggeri e obliqui eseguiti con attrezzi disinfettati.
La raccolta dei frutti avverrà dopo alcuni anni dall’impianto, nel periodo compreso tra metà maggio e metà luglio. Per non rovinare le ciliegie, si dovranno staccare con tutto il picciolo, maneggiarle con cura e disporle in un unico strato.


















