Vesuvio sotto assedio, vertice in Prefettura. Domato il rogo a Sant’Anastasia, massima allerta a San Giuseppe Vesuviano

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

NAPOLI – Il Vesuvio brucia ancora. Un pomeriggio di fuoco e apprensione ha stretto in una morsa di fumo e paura i comuni alle pendici del vulcano, costringendo le istituzioni a una mobilitazione straordinaria. Di fronte all’avanzare delle fiamme che hanno lambito i territori di San Giuseppe Vesuviano, Sant’Anastasia e Torre del Greco, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato d’urgenza nel pomeriggio di ieri, 18 aprile, una nuova riunione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) per fare il punto su una situazione che si è fatta di ora in ora più critica.

Al tavolo, ospitato in Prefettura, si sono seduti tutti i principali attori della macchina dei soccorsi. Un vertice ad alta tensione per coordinare uno sforzo che si preannuncia lungo e complesso. Presenti il Sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Michele Sepe, visibilmente preoccupato per il suo territorio, il Presidente dell’Ente Parco del Vesuvio, Raffaele De Luca, custode di un patrimonio naturalistico inestimabile e ancora una volta minacciato dal fuoco, e i vertici della Protezione civile regionale, con i rappresentanti della Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) e della Sala Operativa Provinciale Integrata (SOPI). A completare lo schieramento, i comandanti dei Vigili del Fuoco e i rappresentanti di tutte le Forze dell’ordine, a testimonianza della gravità della minaccia.

Durante la riunione è emerso un quadro a due facce. Una buona notizia è arrivata dal fronte di Sant’Anastasia. La Protezione civile regionale ha infatti confermato che l’incendio che per ore ha divorato la macchia mediterranea in quella zona è stato finalmente domato. Un successo ottenuto grazie a un intervento massiccio e coordinato: squadre di volontari e operatori a terra hanno lavorato senza sosta, supportate dall’alto dai lanci d’acqua di un elicottero e a valle dalle autobotti che hanno garantito un rifornimento idrico continuo.

Tuttavia, non c’è stato tempo per tirare un sospiro di sollievo. Le stesse squadre che hanno vinto la battaglia a Sant’Anastasia sono state immediatamente dirottate sul territorio di San Giuseppe Vesuviano, dove l’emergenza è ancora in pieno svolgimento. Qui, le fiamme continuano a rappresentare una seria minaccia e i Vigili del Fuoco sono impegnati in un’operazione di spegnimento estenuante. Le risorse aggiuntive serviranno a coadiuvare i pompieri, nel tentativo di creare un fronte compatto per arginare l’avanzata del rogo prima che possa raggiungere aree più sensibili o abitate.

La situazione, come ribadito al termine del vertice, resta di massima allerta. L’intera area vesuviana è sotto stretta osservazione. Il CCS rimarrà operativo e la situazione continuerà ad essere attentamente monitorata sino al completo spegnimento di tutti i focolai. Ogni aggiornamento proveniente dai territori interessati, segnalato tempestivamente dalla SORU, dal SOPI e dai Vigili del Fuoco che operano sul campo, sarà cruciale per le prossime decisioni. La notte si preannuncia lunga per gli uomini e le donne impegnati a difendere il Vesuvio, mentre sulla natura dei roghi, come sempre in questi casi, si allunga l’ombra inquietante del dolo.

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