GP Monaco, pioggia di penalità e caos in gara

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Cronache sport formula1
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Il Gran Premio di Monaco si è trasformato in un complesso caso di studio per la direzione gara, che ha dovuto gestire una quantità straordinaria di episodi controversi. La giornata è stata segnata da un totale di quattordici situazioni sotto esame, sfociate in otto penalità ufficiali e sei investigazioni, che hanno creato confusione e rimescolato le carte in diverse fasi della competizione.

La serie di sanzioni è iniziata ancora prima dello spegnimento dei semafori. Sergio Perez è stato il primo pilota a ricevere una penalità ufficiale da parte della FIA. La sua vettura è stata trovata fuori posizione sulla griglia di partenza: il messicano ha preso il via dalla sedicesima casella anziché dalla diciottesima che gli era stata assegnata, un’irregolarità che ha subito attirato l’attenzione dei commissari sportivi.

Poco dopo il via, è stata segnalata un’altra potenziale infrazione, questa volta a carico di George Russell per una presunta partenza anticipata. Tuttavia, dopo le verifiche del caso, la segnalazione non ha portato a una sanzione per il pilota britannico, ma è rimasta una semplice notifica.

La situazione più caotica si è sviluppata intorno alla corsia dei box, con una vera e propria raffica di penalità per eccesso di velocità. Al trentaquattresimo giro, Lewis Hamilton ha ricevuto una sanzione di cinque secondi per aver superato il limite di velocità in pit lane. Pochi giri più tardi, al trentasettesimo, anche il suo connazionale George Russell è incorso nella stessa infrazione, ricevendo una penalità identica.

La sequenza di irregolarità in pit lane non si è fermata. Nella seconda metà di gara, altri piloti si sono aggiunti alla lista: al giro 53 è toccato a Pierre Gasly, sanzionato con cinque secondi. Un giro dopo, Lance Stroll è finito sotto investigazione per lo stesso motivo, seguito al giro 55 da Oscar Piastri, diventando il quinto pilota a essere esaminato per eccesso di velocità nella corsia box.

Il caos ha raggiunto il suo apice con la gestione delle penalità in regime di Safety Car, entrata in pista dopo un incidente di Lance Stroll. Durante il pit stop, Lewis Hamilton ha scontato correttamente i suoi cinque secondi di penalità. George Russell, invece, non ha eseguito la sosta in modo conforme al regolamento.

Di conseguenza, al sessantottesimo giro, durante la sospensione con bandiera rossa, la direzione gara ha notificato a Russell l’infrazione per “mancato rispetto della penalità”, convertendo la sanzione precedente in un più severo drive-through. Il pilota ha dovuto scontare il passaggio obbligatorio in pit lane alla ripartenza della gara, scivolando indietro in classifica.

Le fasi finali non sono state meno concitate. Lewis Hamilton è stato brevemente investigato per una possibile violazione del regolamento in regime di Safety Car, ma è stato scagionato. Alla ripartenza, mentre Russell scontava il suo drive-through, si è verificato un contatto al tornantino tra Nico Hulkenberg e Carlos Sainz.

L’episodio è stato analizzato dopo la bandiera a scacchi e ha portato a una penalità di dieci secondi per Hulkenberg. Questa sanzione post-gara si è rivelata decisiva per la zona punti, poiché ha permesso a Sergio Perez, protagonista della prima penalità di giornata, di risalire in classifica e guadagnare un punto iridato, chiudendo un Gran Premio a dir poco movimentato.

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