Pisa: 100 barboncini sequestrati in un allevamento

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Allevamento abusivo
Allevamento abusivo

Un’operazione congiunta ha portato al sequestro di quasi cento barboncini in un allevamento nel comune di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa. L’intervento è stato eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale pisano, con il supporto dei Carabinieri Forestali e dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA).

Le indagini hanno accertato la presenza di strutture realizzate senza alcun titolo edilizio, nonostante precedenti provvedimenti e pareri negativi da parte della Regione Toscana. All’interno di questi edifici abusivi sono stati trovati numerosi cani, principalmente barboncini destinati alla vendita, costretti a vivere in condizioni incompatibili con il loro benessere. Gli spazi erano sovraffollati, costruiti con materiali inadeguati e pericolosi, del tutto privi dei requisiti minimi di legge.

L’ENPA ha preso in carico tutti gli animali trasportabili, assicurandone il trasferimento e l’accoglienza nelle proprie strutture. I cani sono stati subito sottoposti a una visita da parte del veterinario dell’ente, seguita dalla verifica dei microchip effettuata dal Servizio Veterinario dell’AUSL Toscana Centro. “Siamo rimasti sul posto per l’intera giornata e gran parte della notte per garantire che ogni cane venisse soccorso e trasferito in sicurezza”, ha spiegato Giusy D’Angelo, vicepresidente nazionale ENPA e coordinatrice dell’operazione.

L’intervento ha richiesto uno sforzo imponente, con oltre 100 ore di volontariato e l’impiego di otto mezzi dell’ENPA, coinvolgendo le sezioni di Pistoia, Perugia, Pisa, Torino e Novara. Le attività sono iniziate alle 8:30 del mattino per concludersi intorno alle 3 di notte.

“Abbiamo dato priorità assoluta alla sicurezza degli animali”, ha proseguito D’Angelo. “Dopo le visite e i controlli, sono stati trasferiti nei nostri rifugi, dove potranno iniziare un percorso di recupero. Per alcuni di loro serviranno cure e un lavoro importante anche dal punto di vista comportamentale. Adesso inizia la parte più delicata: restituire loro dignità e fiducia”.

La vicenda, seguita dall’ufficio legale dell’ENPA, configura l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali. Tale accusa non deriva solo dalle lesioni fisiche riscontrate, ma anche dalle condizioni di detenzione, incompatibili con le esigenze etologiche della specie. “La sofferenza animale non è solo quella visibile. La privazione di spazio, stimoli e condizioni adeguate rappresenta una forma di maltrattamento a tutti gli effetti”, ha sottolineato D’Angelo. L’ENPA ha già confermato che si costituirà parte civile nel futuro procedimento.

Secondo la vicepresidente ENPA, l’episodio di Pisa è solo “la punta dell’iceberg”. “Negli ultimi mesi i sequestri si stanno moltiplicando e i barboncini sono tra le principali vittime di questo mercato. Solo nelle ultime settimane sono stati recuperati oltre 300 cani di razza”. La forte domanda di cuccioli di razza, infatti, alimenta un sistema che spesso sfocia nell’illegalità, con allevamenti abusivi, sfruttamento delle fattrici e traffici illeciti.

L’associazione animalista ha comunicato che al momento non è possibile procedere con le adozioni, ma ha creato un indirizzo email dedicato per chiunque volesse manifestare il proprio interesse: sequestro.pisa@enpa.org.

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