Cile: riforestazione per clima e comunità locali

75
Foreste native
Foreste native

Neya, la società benefit del gruppo Mundys dedicata al contrasto del cambiamento climatico, ha avviato un nuovo progetto di riforestazione nel Sud del Cile. L’obiettivo dell’iniziativa è triplice: rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera, ripristinare ecosistemi degradati e generare benefici concreti per le popolazioni locali.

Il progetto si svilupperà nella Foresta Valdiviana, riconosciuta come uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità ma anche tra i più minacciati al mondo. L’intervento riguarderà una superficie di 170 ettari, pari a circa 240 campi da calcio. Questa iniziativa segue un primo programma di successo che Neya aveva già lanciato in Madagascar, dove sono stati riforestati 500 ettari lungo le coste settentrionali dell’isola.

Il piano cileno prevede la piantumazione di specie arboree autoctone come il Rauli, il Coigüe e il Roble. Queste essenze forestali saranno messe a dimora su terreni attualmente degradati o marginali, in molti casi utilizzati in passato per il pascolo. L’operazione coinvolgerà attivamente piccoli e medi proprietari terrieri del posto, che contribuiranno alla creazione di foreste native miste.

Decine di famiglie di agricoltori saranno direttamente coinvolte, con un impatto sociale significativo. “Questo progetto dimostra come la riforestazione con specie native possa generare un impatto concreto”, ha affermato Ruggero Poli, amministratore delegato di Neya. “Non si tratta solo di rimuovere CO2, ma di ricostruire ecosistemi resilienti e creare opportunità economiche durature per i territori coinvolti, proprio in Cile, non molto distante da una delle autostrade gestite da una società del nostro gruppo, Costanera”.

L’iniziativa include programmi di formazione tecnica per i lavoratori, la creazione di nuove opportunità di impiego e un sistema di condivisione dei benefici economici derivanti dalla vendita dei crediti di carbonio. Saranno inoltre potenziati i vivai comunitari per garantire la disponibilità di piante.

Con una durata prevista di 40 anni, si stima che il progetto consentirà di rimuovere dall’atmosfera circa 80.000 tonnellate di CO2. Di queste, 55.000 tonnellate verranno impiegate direttamente da Mundys per compensare una parte delle emissioni prodotte dalle proprie infrastrutture globali. L’intero intervento è certificato secondo lo standard internazionale Verified Carbon Standard (VCS).

Oltre ai benefici ambientali, l’iniziativa si distingue per l’impegno nella tutela della biodiversità. La Foresta Valdiviana ospita infatti specie uniche, con il 76% degli anfibi e il 45% dei vertebrati presenti esclusivamente in quest’area. Svolge anche un ruolo cruciale nella conservazione delle risorse idriche del paese.

Partner locale dell’operazione è l’Agrupación de Ingenieros Forestales por el Bosque Nativo (AIFBN), un’organizzazione non governativa fondata nel 1993 a Valdivia. L’AIFBN riunisce oltre 200 professionisti – tra cui ingegneri forestali, biologi e agronomi – uniti dall’obiettivo di conservare e gestire in modo sostenibile le foreste cilene.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome