Diritti animali: una conquista minacciata in Italia

42
Tutela legislativa
Tutela legislativa

Il percorso legislativo italiano in materia di protezione animale ha segnato l’evoluzione della coscienza civile del Paese, trasformando gli animali da “cose” a esseri senzienti tutelati dalla Costituzione. Un cammino lungo oltre un secolo e mezzo, che riflette un cambiamento profondo nella società.

Il primo passo significativo risale al 1889 con il Codice Zanardelli, che per la prima volta ha sanzionato la crudeltà verso gli animali anche al di fuori dei luoghi pubblici. Sebbene la prospettiva fosse ancora legata al “non turbare la morale”, ha rappresentato una rottura importante. Con la legge organica del 1913 sono stati introdotti divieti concreti, come l’impiego di animali malati, ma la visione è rimasta utilitaristica, come confermato dal Codice Rocco del 1930, che proteggeva gli animali principalmente in funzione della proprietà.

La svolta moderna è avvenuta nel secondo dopoguerra. Con la legge 968 del 1977, la fauna selvatica è stata finalmente riconosciuta come patrimonio indisponibile dello Stato. Gli animali selvatici non sono stati più considerati “res nullius” (cose di nessuno), ma un bene collettivo da difendere.

Gli anni Novanta hanno portato il vero cambio di paradigma. La legge 281 del 1991 ha segnato un passaggio storico: ha vietato la soppressione dei cani randagi, ha riconosciuto giuridicamente le colonie feline e ha introdotto strumenti di prevenzione come l’anagrafe canina. L’anno successivo, la legge 157 del 1992 ha integrato stabilmente la tutela della fauna nelle politiche ambientali.

Un salto qualitativo decisivo si è compiuto nel 2004 con la legge 189, che ha trasformato i reati contro gli animali da semplici contravvenzioni a delitti. L’uccisione, il maltrattamento e l’organizzazione di combattimenti sono entrati a far parte del Codice Penale, prevedendo pene detentive e riconoscendo il valore autonomo della sofferenza animale.

Negli anni successivi, il quadro normativo si è ulteriormente rafforzato. Nel 2010 sono state introdotte norme specifiche per contrastare il traffico illecito di cuccioli, recependo la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Il culmine di questo percorso è stato raggiunto nel febbraio 2022, quando la tutela degli animali e della biodiversità è entrata tra i principi fondamentali della Costituzione italiana.

Le più recenti norme hanno inasprito ulteriormente le pene per i reati di maltrattamento e uccisione, consolidando gli strumenti di contrasto e rafforzando il principio che riconosce gli animali come esseri senzienti. Eppure, proprio nel momento del massimo riconoscimento giuridico, questo progresso è messo a repentaglio.

Proposte legislative come quella sulla cosiddetta “caccia selvaggia” mirano a indebolire la protezione della fauna, entrando in conflitto con l’intero impianto normativo costruito in 155 anni e con gli stessi principi costituzionali. Fermare questa deriva non è una battaglia ideologica, ma una necessità per difendere un patrimonio di civiltà e non tradire una direzione storica chiara.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome