Casal di Principe, quattro case abusive passano al Municipio: dovrà demolirle

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Ottavio Corvino
Ottavio Corvino

CASAL DI PRINCIPE – L’amministrazione comunale di Casal di Principe segna una svolta decisiva nella lotta all’abusivismo edilizio, trasformando una situazione di stallo ventennale in un’azione di forza amministrativa. Attraverso due determinazioni del Settore Urbanistica e Patrimonio, firmate dall’architetto Clelia Diana, l’ente ha dato ufficialmente il via all’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di quattro grossi complessi immobiliari abusivi, ponendo fine a una stagione di impunità che durava dai primi anni Duemila.

La vicenda affonda le radici in un passato remoto: le prime ordinanze di demolizione per queste strutture risalgono rispettivamente al 2001 e al 2003, seguite da ulteriori provvedimenti nel 2014. Si tratta di edifici imponenti, tra cui un fabbricato di tre livelli con oltre quaranta colonne in cemento armato e una superficie complessiva di circa 600 metri quadrati per piano, rimasti per decenni come scheletri o abitazioni fuorilegge nel tessuto urbano. Nonostante i ripetuti accertamenti della polizia municipale e i verbali di inottemperanza notificati ai proprietari, nessuno degli occupanti ha mai proceduto al ripristino dello stato dei luoghi nei 90 giorni previsti dalla legge. L’inerzia dei privati ha così fatto scattare l’applicazione dell’articolo 31 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/01), che prevede il passaggio automatico e gratuito del bene e dell’area di sedime al patrimonio dell’ente locale in caso di mancata demolizione.

Questa operazione non è che l’inizio di una procedura più vasta: il Comune non intende mantenere la proprietà degli immobili, ma punta alla loro completa cancellazione. Il destino giudiziario di queste case di Antonio Casapulla è infatti già segnato: saranno abbattute d’ufficio per ripristinare la legalità violata e le condizioni igienico-sanitarie dell’area. Un aspetto cruciale della strategia comunale riguarda il profilo economico. L’amministrazione ha chiarito che l’intera operazione non graverà sulla collettività. Le spese per la demolizione saranno interamente anticipate dal Comune (anche tramite la contrazione di mutui specifici presso la Cassa Depositi e Prestiti, su sollecito della Procura) ma verranno successivamente recuperate forzosamente dai responsabili degli abusi.

A questo si aggiungono le sanzioni pecuniarie amministrative, già irrogate per cifre che toccano il massimo edittale di 20.000 euro, i cui proventi sono destinati per legge esclusivamente al finanziamento di ulteriori abbattimenti o alla creazione di aree a verde pubblico. L’azione del Comune si inserisce in un quadro di stretta collaborazione con l’Ufficio Demolizioni della Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli e del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Sono oltre 100 le abitazioni nel territorio di Casal di Principe che si trovano attualmente in una posizione analoga, già segnate da sentenze definitive di abbattimento.

Il provvedimento attuale dispone inoltre lo sgombero immediato degli occupanti, dando mandato al sindaco di Casal di Principe Ottavio Corvino di firmare le relative ordinanze per liberare gli stabili e permettere l’ingresso dei mezzi meccanici. Con questo atto, Casal di Principe invia un monito chiaro: il tempo dei rinvii e degli avvicendamenti burocratici è finito, e la proprietà dei manufatti abusivi non appartiene più a chi ha violato la legge, ma alla comunità che ne chiede la rimozione. Il problema dell’abusivismo edilizio a Casal di Principe è vecchio. Si tratta di abusi di necessità non speculativi ma il risultato è che centinaia di abitazioni sono abusive e in linea teorica vanno demolite dagli stessi proprietari.

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