La sostituzione di Rafael Leão è stata accompagnata dai fischi di San Siro. Una scena che si è ripetuta più volte in questo finale di stagione del Milan e che ha trovato il suo apice durante la sfida contro l’Atalanta, con il portoghese che ha lasciato il campo ciondolando mentre una parte dello stadio manifestava il proprio dissenso.
Il giocatore ha reagito con una smorfia di disapprovazione, un gesto che non nasconde la frustrazione per un momento personale e di squadra estremamente complicato. La sua serata era iniziata nel peggiore dei modi e non ha visto inversioni di rotta.
La prestazione contro la squadra bergamasca è stata un concentrato di errori tecnici e di scelte sbagliate. L’episodio più grave è stato l’errore a tu per tu con il portiere avversario Carnesecchi, un’occasione nitida che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della partita. A questo si sono aggiunti diversi tiri imprecisi e una statistica impietosa sui dribbling: quattro tentativi falliti su cinque, a testimonianza di una brillantezza perduta.
Come se non bastasse, un intervento scomposto su Scalvini gli è costato un cartellino giallo pesante. Leão, che era diffidato, sarà costretto a saltare la cruciale trasferta di Genova, un appuntamento fondamentale per le residue speranze del Milan di qualificarsi alle coppe europee.
La reazione del pubblico rossonero è figlia di un’attesa prolungata. L’ultimo gol su azione dell’attaccante risale infatti al 1° marzo. Da quel giorno sono trascorsi oltre due mesi, un digiuno che lo ha trasformato nel principale bersaglio delle critiche nei momenti di difficoltà della squadra.
Paradossalmente, nonostante la lunga astinenza, Leão era stato l’ultimo attaccante della rosa a segnare su azione prima di questa partita, un dato che sottolinea le difficoltà offensive generalizzate del Milan. Questo, però, non è bastato a proteggerlo dal malcontento di uno stadio che da lui si aspetta sempre la giocata decisiva.
L’allenatore Stefano Pioli ha provato a schierarlo nella sua zona di campo preferita, largo a sinistra, per permettergli di sfruttare la sua velocità in campo aperto. Tuttavia, anche in quella posizione, il Leão devastante e inarrestabile palla al piede è apparso un lontano ricordo. La sua incapacità di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica è stata evidente.
La stagione del Milan e del suo numero 10 si sta chiudendo tra mille difficoltà. L’immagine del giocatore che esce dal campo tra i fischi è il simbolo di una crisi che va risolta al più presto, per il bene del club e per ritrovare un talento che sembra essersi smarrito.





