Sarri attacca la Lega sul calendario del derby di Roma

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Cronache sport calcio
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Maurizio Sarri ha usato parole dure nel post-partita dopo la sconfitta con l’Inter, concentrando la sua amarezza non solo sul risultato ma soprattutto sulla gestione del calendario da parte della Lega Serie A in vista del derby.

Il tecnico ha criticato aspramente l’ipotesi di disputare la stracittadina contro la Roma di domenica alle 12:30, manifestando la sua totale contrarietà con una provocazione netta. “Ho la sensazione che lunedì vengo, domenica non vengo”, ha dichiarato, per poi rincarare la dose rivolgendosi idealmente alla società: “Se fossi il presidente non presenterei neanche la squadra. A questo punto prendiamo un punto di penalizzazione e basta”.

Secondo Sarri, la situazione nasce da una serie di “errori clamorosi” commessi dalla Lega, per i quali nessuno si è scusato. “Si vuole far passare tutto come normale”, ha continuato, “ma ci sono quattro squadre che si giocano una partita da 60, 70, 80 milioni e si vuole farle giocare a maggio alle 12:30. Questo non è calcio”. Ha precisato che la sua posizione è logica, non dettata dalla rabbia.

Tornando all’analisi della partita persa, Sarri ha spiegato il piano tattico iniziale. “Volevamo abbassare il livello della pressione nel primo tempo, perché sapevamo che alla lunga loro qualcosa avrebbero perso in aggressività”.

La strategia, però, è stata compromessa da disattenzioni decisive. “In un primo tempo molto ordinato abbiamo fatto tutto da soli, regalando praticamente entrambi i gol. A quel punto la partita è diventata difficile”, ha ammesso l’allenatore.

Nonostante le difficoltà, la Lazio ha avuto delle occasioni per rientrare in partita, in particolare con Noslin e Dia, senza però riuscire a concretizzarle. Sarri ha quindi riconosciuto la superiorità tecnica degli avversari: “Eravamo consapevoli che fossero più forti di noi. Hanno vinto meritatamente, anche con un po’ di complicità nostra”.

In chiusura, il pensiero dell’allenatore è andato alla squadra e ai tifosi, mettendo in secondo piano le discussioni sul suo contratto. “Del mio futuro, in questo momento mi importa meno di zero. Mi dispiace per i ragazzi, ho visto uno stato d’animo molto difficile nello spogliatoio, e per il pubblico che era tornato numeroso”.

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