Milan in ritiro: la storia dei precedenti rossoneri

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Cronache sport calcio
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Il Milan ha optato per il ritiro nel tentativo di ritrovare compattezza e concentrazione in un momento cruciale della stagione. La squadra resterà a Milanello per cinque giorni, con l’obiettivo di preparare le sfide decisive per un posto in Champions League. Questa pratica, tuttavia, nella storia del club ha prodotto risultati alterni.

Massimiliano Allegri ha vissuto esperienze opposte con i ritiri al Milan. Nella stagione 2012-13, dopo un avvio difficile, un ritiro imposto dalla società ha segnato la svolta. La squadra ha ritrovato la rotta vincendo 1-0 contro il Genoa e ha poi inanellato una serie di risultati positivi, fino a raggiungere la qualificazione in Champions.

Un anno dopo, nel novembre 2013, la storia è stata diversa. Un’altra crisi ha portato a un nuovo ritiro, che però non ha sortito gli effetti sperati. Dopo un pareggio con il Chievo, i risultati hanno continuato a deludere e la gestione di Allegri si è conclusa poco dopo, con l’esonero seguito alla sconfitta per 4-3 contro il Sassuolo.

Anche durante la gestione di Gennaro Gattuso si è fatto ricorso a questa misura. Nel maggio 2019, la decisione è arrivata dopo un ritardo di Bakayoko a un allenamento. Quel periodo è ricordato per una lite tra l’allenatore e il giocatore, ma la squadra ha poi ottenuto quattro vittorie di fila, sfiorando la Champions.

Nel dicembre 2017, una sconfitta a Verona aveva portato a un ritiro immediato durante le festività natalizie. Sebbene i risultati nell’immediato non siano stati brillanti, la squadra ha mostrato un cambio di passo nel nuovo anno, iniziando una lunga serie di partite senza sconfitte.

Meno fortunati sono stati i ritiri con altri tecnici. Nell’aprile 2016, Sinisa Mihajlovic ha imposto un ritiro punitivo ma è stato esonerato pochi giorni dopo. Anche con Filippo Inzaghi la misura non ha portato benefici: a un ritiro “a tempo indeterminato” è seguita una sconfitta in casa contro il Genoa.

La storia dimostra quindi che il ritiro non garantisce una svolta, ma è una scelta dagli esiti imprevedibili. A volte ha ricompattato il gruppo, altre non ha evitato il prolungarsi della crisi. Ora il Milan si affida di nuovo a questa soluzione, ritrovando proprio quel Genoa che nel 2012 diede il via a una rimonta.

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