Davide Ancelotti, figlio e assistente di Carlo, ha parlato della sua nuova avventura come vice allenatore della nazionale brasiliana. Dopo un’esperienza da primo allenatore al Botafogo, che ha definito formativa, accompagnerà il padre nella spedizione per il Mondiale.
Sul suo futuro, ha espresso il desiderio di guidare un club che lo intrighi, sperando di prendere una decisione prima del torneo estivo, dato che ha già ricevuto alcune proposte. Intanto, il Brasile ha annunciato una lista di 55 pre-convocati in cui figura anche Neymar. “Se è in questa lista è perché la sua condizione fisica sta migliorando”, ha spiegato Ancelotti, precisando che la rosa definitiva di 26 giocatori verrà scelta per la competizione.
La sfida è riportare al successo una nazionale che non vince un Mondiale dal 2002. Ancelotti ha sottolineato l’incredibile passione del paese per la Seleçao e la grande responsabilità che comporta indossare la maglia verdeoro. Tra i fattori decisivi per il torneo ha indicato il caldo, la disciplina difensiva e le palle inattive, aggiungendo la necessità di rispettare i valori di allegria e umiltà che caratterizzano il Brasile.
Durante l’intervista, ha condiviso numerosi aneddoti personali e professionali. Ha ricordato come suo padre, per convincerlo ad andare a dormire da bambino, gli cronometrasse il tempo per indossare il pigiama, trasformando il tutto in una sfida competitiva. “Con i calciatori, sempre molto competitivi, funziona allo stesso modo”, ha commentato.
La competitività, a volte, ha raggiunto livelli estremi. Ha raccontato di due giocatori del Real Madrid che si sfidarono a badminton alle 4 del mattino di ritorno da una trasferta e di come fu necessario rimuovere un campo da calcio-tennis a causa dell’eccessiva foga nelle sfide. Parlando di Cristiano Ronaldo, lo ha descritto come un perfezionista con un’etica del lavoro unica: “Quando nel 2014 vinse il Pallone d’oro, si concesse un flute di champagne. Al primo allenamento utile chiese una sessione extra per smaltirlo”.
Un altro aneddoto riguarda Luka Modric, che si infuriò quando il magazziniere dimenticò di portargli le sue calze speciali, indossate sotto quelle ufficiali, evidenziando il perfezionismo di alcuni campioni. Ha anche menzionato Kylian Mbappé come l’avversario che più ha impressionato lui e suo padre durante una sfida contro il PSG nel 2022: “Ci siamo guardati e ci siamo detti: ‘Ma che giocatore è questo?'”.
Infine, ha ammesso di sentirsi pronto per una panchina in solitaria, forte dell’esperienza maturata. Tra i ricordi personali, ha citato il Mondiale di Usa 94 vissuto al bar del paese e le partitelle al campo del Parma con un giovane Gigi Buffon, che da bambino lo fecero sognare di diventare portiere.





