TUTTI I NOMI. Compravendita di dati su calciatori e vip: 85 indagati. Coinvolte anche forze dell’ordine

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Indagine del 13 maggio 2026

NAPOLI – Un’imponente indagine della polizia di Stato su una presunta organizzazione dedita al traffico illecito di informazioni riservate. L’indagine è stata coordinata dalla Procura di Napoli (Sezione Criminalità Informatica) e ha portato all’esecuzione di 29 misure cautelari tra Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno: 4 persone sono finite in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 19 sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (IN CALCE ALL’ARTICOLO TUTTI I NOMI). Ecco la ricostruzione degli inquirenti: il sistema si sarebbe basato sugli accessi abusivi alle banche dati.

L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile (diretta da Mario Grassia) con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, ha portato alla luce una rete tra diversi apparati. Più in dettaglio, al centro della rete figurano pubblici ufficiali, tra cui appartenenti alle forze di polizia, che avrebbero sfruttato il proprio ruolo per penetrare in banche dati nazionali protette, come lo SDI del Ministero dell’Interno, l’INPS e Punto Fisco dell’Agenzia delle Entrate. I dati estrapolati sarebbero stati poi rivenduti a imprenditori operanti nel settore delle agenzie di investigazione e del recupero crediti. L’organizzazione avrebbe usato una piattaforma informatica dedicata per gestire le richieste e la cessione dei report camuffati.

L’indagine è partita da una segnalazione dell’INPS relativa ad accessi massivi tra il 2020 e il 2022. I numeri sono vertiginosi: un solo agente avrebbe effettuato oltre 677.000 accessi, mentre un altro circa 131.000. Complessivamente, il giro d’affari stimato riguarda circa un milione e mezzo di violazioni, spiegano le forze dell’ordine. Durante le perquisizioni è stato rinvenuto un vero e proprio elenco, che gli inquirenti definiscono un “listino dei prezzi”: accertamento SDI (precedenti di polizia) a 25 euro; dati INPS (cedolini, pensioni) tra i 6 e gli 11 euro; pacchetti informativi contenenti dati fiscali, bancari e contributivi.

Tra le migliaia di persone “spiate” figurano esponenti della finanza, dell’imprenditoria e noti personaggi dello spettacolo, oltre a diverse società per azioni. Le informazioni sensibili sarebbero state “impacchettate” e vendute a soggetti interessati a conoscere le vulnerabilità o i patrimoni delle persone controllate. Contestualmente agli arresti, la polizia ha eseguito sequestri preventivi per un valore di circa 1,3 milioni di euro.

Ieri mattina i poliziotti della Squadra Mobile della questura hanno notificato quattro misure cautelari in carcere per Mattia Galavotti, 45 anni, Giuseppe Picariello, 50 anni (ritenuti soci di un’agenzia di investigazione), Giuseppe Emendato, 58 anni, e Giovanni Maddaluno, 61 anni. Nell’ordinanza cautelare gli inquirenti tracciano anche i ruoli che gli indagati avrebbero avuto: Galavotti viene indicato come capo e promotore del sodalizio e si sarebbe occupato di delinearne le strategie operative e di dirigere l’attività di procacciamento e gestione delle attività illecite, programmandole e fornendo agli associati direttive finalizzate al buon esito delle operazioni.

Anche Giuseppe Picariello viene indicato tra i capi e promotori: si sarebbe occupato della programmazione delle attività illecite, impartendo agli associati direttive e indicazioni finalizzate al buon esito delle operazioni e supervisionandone l’operato. Poi c’è Giuseppe Emendato: secondo la ricostruzione della Procura, il 58enne viene indicato tra i promotori e organizzatori del gruppo e avrebbe avuto il ruolo di sovraintendere alle attività dei collaboratori, impartendo direttive anche sul procacciamento delle informazioni ottenute dai pubblici ufficiali e dagli agenti di polizia coinvolti nelle consultazioni abusive delle banche dati.

Infine Giovanni Maddaluno: secondo l’accusa, in qualità di pubblico ufficiale appartenente alla polizia di Stato con la qualifica di sostituto commissario in servizio presso la questura di Napoli, si sarebbe occupato “di individuare e dirigere gli appartenenti alla polizia di Stato disposti ad acquisire e cedere informazioni riservate e curare i rapporti con essi”; inoltre avrebbe trasferito le informazioni ricevute agli altri componenti del gruppo, tra cui Giuseppe Emendato e le sue agenzie. Ai domiciliari la 44enne Maria Rosaria Cantiello, compagna di Picariello, originaria di Caserta e residente a Portici.

Tra gli altri indagati figurano Pasquale Altarelli, vice ispettore di polizia 55enne di Maddaloni, sospeso e sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il suo nome emerge dall’agenda di un altro indagato, Francesco Saverio Falace, ex dipendente dell’Agenzia delle Entrate. È doveroso precisare che i provvedimenti sono stati emessi nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio della presunzione di innocenza, gli indagati non sono da considerarsi colpevoli fino a sentenza definitiva.

Indagine del 13 maggio 2026 sulla compravendita di dati

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