Darderi si racconta: sacrifici e semifinale a Roma

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Sport tennis
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Luciano Darderi ha raggiunto la sua prima semifinale in un Masters 1000, un traguardo conquistato al Foro Italico di Roma. Il tennista ha raccontato di vivere un momento che sognava fin da bambino, quando, da giovane tifoso, saltava da un campo all’altro sperando un giorno di poter vincere quel torneo.

Il suo percorso è iniziato a Villa Gesell, in Argentina, dove è nato. Ha impugnato la racchetta per la prima volta a 4 anni sotto la guida del padre Gino, ex giocatore e maestro di tennis. La famiglia si è poi trasferita a Buenos Aires, un periodo segnato da importanti sacrifici. La nonna Elisa, a cui ha dedicato il suo unico tatuaggio, gli dava di nascosto la sua pensione per aiutarlo a pagare le spese degli allenamenti.

A 10 anni ha preso la doppia cittadinanza e a 13 si è trasferito da solo a Roma, accolto da un amico di famiglia prima che il padre lo raggiungesse qualche anno dopo. Darderi ha chiarito di aver scelto di rappresentare l’Italia non per ragioni economiche, ma per le maggiori opportunità che l’Europa offre agli atleti rispetto al Sud America e per il profondo legame affettivo con il paese d’origine del nonno. Ha inoltre specificato di non aver mai ricevuto un supporto economico diretto dalla Federazione.

Il rapporto con il padre Gino è un pilastro della sua vita e della sua carriera. Il padre non è stato solo il suo coach, ma una figura totalizzante che lo ha accompagnato ovunque. Nei primi anni, quando le risorse erano limitate, hanno dormito in auto per risparmiare sui costi dei tornei e il padre raccoglieva gli avanzi della colazione per garantire i pasti. Questa etica del lavoro è stata fondamentale per la sua crescita.

Il ritorno a tempo pieno del padre nel suo team tecnico, dopo un periodo di collaborazione con un altro coach, gli ha restituito fiducia e la grinta necessarie per compiere il salto di qualità. Anche il periodo del lockdown per il Covid è stato sfruttato come un’opportunità per allenarsi intensamente senza distrazioni. Nonostante il suo miglior ranking di sempre sia ormai assicurato, l’obiettivo dichiarato è l’ingresso nella top ten mondiale, da raggiungere però senza fretta.

Fuori dal campo, il tennista ha svelato alcuni aspetti della sua vita privata. È diventato virale sui social il suo rito di bere un caffè durante le partite, una scaramanzia nata dopo una vittoria e che intende ripetere. È legato sentimentalmente a Catalina, una ragazza di Buenos Aires, e tra le sue amicizie spicca quella con il cantante Eros Ramazzotti. Considera Jannik Sinner un punto di riferimento per tutti, un esempio di come il lavoro sodo possa abbattere ogni limite.

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