Il rapper Fedez ha lanciato dure accuse contro Gerard Piqué e il modello di business della Kings League, il torneo di calcio a 7 creato dall’ex difensore del Barcellona. L’artista, che ricopre il ruolo di presidente di una delle squadre partecipanti, ha espresso pubblicamente la sua delusione per la gestione economica del progetto.
Inizialmente, Fedez aveva accolto con entusiasmo la proposta di Piqué. “Mi ha chiamato e mi ha venduto il progetto”, ha raccontato il rapper, descrivendo l’idea alla base della Kings League come “un’opportunità incredibile” e concettualmente “bella”. Il format, che unisce ex calciatori, influencer e personaggi dello spettacolo, ha ottenuto un grande successo in Spagna, spingendo per un’espansione internazionale.
Tuttavia, le dinamiche operative hanno presto generato frustrazione. Secondo Fedez, la Kings League è diventata una “macchina per fare soldi” che sfrutta l’immagine e le piattaforme dei presidenti dei team per il proprio arricchimento. L’accusa principale è che, a fronte di questo impegno, ai presidenti verrebbero lasciate in cambio soltanto delle “briciole”.
Il disappunto riguarda un modello che, a suo dire, favorisce unicamente la lega stessa, senza permettere ai presidenti di sviluppare iniziative autonome. “Non ho voglia di far arricchire il signor Piqué”, ha dichiarato Fedez, sottolineando come il meccanismo impedisca di creare valore per i ragazzi che giocano e per le singole squadre. Ha poi aggiunto che ci sono dinamiche interne che non sono mai state chiarite in modo trasparente.
L’artista ha inoltre lasciato intendere che il suo malcontento non è isolato. Ha affermato che anche altri presidenti condividono le sue perplessità e che i tentativi di dialogo con Piqué e i vertici della lega si sono rivelati spesso difficili. Questa situazione di tensione lo ha portato a considerare l’ipotesi di abbandonare il progetto.
“È un peccato, perché se a tutti questi che sono già frustrati dovesse passare la voglia, lui che fa?”, si è chiesto polemicamente Fedez. La sua critica mette in discussione le fondamenta stesse del rapporto tra la Kings League e le personalità coinvolte, aprendo un fronte di scontro sulla sostenibilità e l’equità del suo modello di business.






