La notte del 22 maggio 1996 è impressa nella memoria dei tifosi juventini. Allo Stadio Olimpico di Roma, la Juventus ha affrontato l’Ajax nella finale di Champions League, conquistando il trofeo dopo una partita intensa conclusasi ai calci di rigore con il risultato di 4-2. Quel gruppo, guidato da Marcello Lippi, era un mix di talento, grinta ed esperienza.
Molti di loro hanno continuato a vivere di calcio, sebbene in vesti diverse. Le loro carriere post-agonismo hanno preso direzioni variegate, confermando la forte leadership e la mentalità vincente che caratterizzavano quella formazione. Il condottiero di quella squadra, Marcello Lippi, ha proseguito una carriera straordinaria, culminata con la vittoria della Coppa del Mondo 2006 alla guida dell’Italia. Ha poi vissuto un’importante esperienza in Cina, vincendo tutto con il Guangzhou Evergrande.
Anche molti dei suoi giocatori hanno seguito le sue orme. Didier Deschamps e Antonio Conte sono diventati due allenatori di fama mondiale. Il francese ha guidato la sua nazionale alla conquista del Mondiale 2018, mentre Conte ha collezionato scudetti e trofei in Italia e in Inghilterra con Juventus, Inter e Chelsea. Anche Paulo Sousa ha intrapreso un percorso da tecnico che lo ha portato su panchine prestigiose in tutta Europa, come quelle di Fiorentina e Polonia.
Altri ex bianconeri hanno scelto ruoli dirigenziali o mediatici. Gianluca Pessotto, dopo aver superato un momento difficile, è diventato una figura chiave nel settore giovanile della Juventus e oggi ricopre il ruolo di Team Manager. Angelo Peruzzi, il portiere para-rigori di quella finale, ha lavorato per anni come club manager per la Lazio, mettendo la sua esperienza al servizio della società.
Ciro Ferrara e Fabrizio Ravanelli hanno alternato esperienze in panchina a carriere da opinionisti televisivi, così come Moreno Torricelli, la cui favola da falegname a campione d’Europa rimane un esempio di determinazione. Alessandro Del Piero, simbolo di quella Juventus, è oggi un’icona globale del calcio, imprenditore e apprezzato commentatore a livello internazionale.
Il rigore decisivo in quella finale fu trasformato da Vladimir Jugović, che dopo il ritiro ha lavorato come agente e osservatore. Impossibile non dedicare un pensiero a Gianluca Vialli, capitano e anima di quella squadra, scomparso prematuramente. Dopo aver allenato, è stato capo delegazione della Nazionale italiana, contribuendo con il suo carisma alla vittoria di Euro 2020. La sua eredità, come quella di tutti gli eroi del ’96, continua a vivere e a ispirare.






