John Elkann ha confermato la sua fiducia in Luciano Spalletti, consolidando la posizione del tecnico al centro del progetto biennale della Juventus. La decisione è arrivata anche in previsione di una possibile mancata qualificazione alla Champions League, cancellando i dubbi sul futuro dell’allenatore.
Dopo la sconfitta contro la Fiorentina, Spalletti aveva attraversato giorni di profonda riflessione, arrivando a considerare le dimissioni. Tuttavia, l’orgoglio e la prospettiva di un contratto rinnovato fino a giugno 2028 lo hanno spinto a concentrarsi nuovamente sul campo e sulla prossima sfida contro il Torino.
La linea della proprietà è chiara: proseguire con l’ex commissario tecnico della Nazionale, considerato la figura giusta per garantire il salto di qualità. L’amministratore delegato di Exor è rimasto colpito dal gioco espresso dalla squadra nella prima fase della stagione e non ha lasciato che il recente calo di rendimento incrinasse le sue certezze sul lavoro dell’allenatore.
Tra Elkann e Spalletti si è creata una forte empatia, rafforzatasi nel tempo. Questa sintonia è alla base della volontà di non interrompere il percorso iniziato lo scorso autunno. Il rinnovo del contratto, siglato in piena corsa per un posto in Champions, era stato un segnale chiaro di un progetto a lungo termine, indipendente dai risultati immediati del campionato.
In vista del colloquio con la proprietà, Spalletti ha preparato un piano d’azione per rendere la squadra competitiva per lo scudetto. Le sue richieste includono un rinforzo per reparto: un portiere di livello come Alisson, un difensore capace di impostare il gioco come Kim, un regista con Lobotka come preferito, un trequartista e un nuovo attaccante, data la probabile partenza di Vlahovic.
Queste non sono condizioni, ma le basi di una strategia condivisa per la rifondazione. L’esito della partita contro il Torino avrà un peso significativo. Una reazione positiva da parte della squadra potrebbe consolidare ulteriormente il progetto e dimostrare quell’attaccamento e quella consapevolezza che il tecnico si aspetta nei momenti più delicati. La società ha piena fiducia, e Spalletti è considerato l’uomo giusto da cui ripartire.





