Ralf Rangnick ha commentato le voci che lo accostano alla panchina del Milan, senza però smentirle. A seguito di un incontro avvenuto a Vienna con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, il commissario tecnico dell’Austria ha partecipato a un evento della sua fondazione, dove ha risposto a una domanda diretta sul suo futuro.
Le sue parole sono state misurate ma indicative: “Probabilmente tutti si sono accorti che lo scorso fine settimana è successo qualcosa di straordinario al Milan”. Una frase che, pur non confermando, ha alimentato le speculazioni su una trattativa in corso per portarlo alla guida tecnica della squadra rossonera.
L’aspetto più rilevante della sua dichiarazione risiede in ciò che non ha detto. In qualità di commissario tecnico di una nazionale, per Rangnick sarebbe stato semplice chiudere ogni discorso per concentrarsi sugli impegni sportivi imminenti. La scelta di non farlo è stata interpretata come un chiaro segnale di apertura.
Subito dopo, ha aggiunto: “L’unico referente per me in merito alle questioni contrattuali è e rimane la federazione austriaca”. Un modo per mantenere una posizione formalmente corretta, ma che non ha placato le indiscrezioni sul suo possibile approdo in Serie A, lasciando di fatto aperta la porta al club.
Il riferimento alla federazione austriaca (ÖFB) non è casuale. Il contratto del tecnico tedesco scadrà in estate, dopo il Mondiale, e la federazione ha già manifestato la chiara intenzione di prolungarlo, proponendo un significativo aumento di stipendio. L’attuale ingaggio di Rangnick si attesta su circa un milione di euro netto a stagione, una cifra che il Milan supererebbe agevolmente con la sua offerta.
Per trattenerlo, la ÖFB sta lavorando a un piano ambizioso: convincere alcuni sponsor a contribuire per portare lo stipendio del tecnico a due milioni annui. Un progetto che testimonia quanto Rangnick sia considerato un elemento strategico e imprescindibile per il futuro del calcio austriaco.
Il valore del suo lavoro è confermato dai risultati ottenuti. Ha guidato la nazionale alla qualificazione per Euro 2024, dove ha sorpreso tutti vincendo un girone che includeva Francia e Olanda, prima di essere eliminato agli ottavi di finale.
Inoltre, ha raggiunto un traguardo storico qualificando l’Austria al Mondiale per la prima volta dopo 28 anni di assenza. Questi successi hanno consolidato la sua reputazione di manager capace di costruire progetti vincenti, un profilo che evidentemente interessa molto alla dirigenza del Milan per il suo nuovo ciclo sportivo.












