Amianto in Italia: l’appello degli esperti a Bologna

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Rischio amianto
Rischio amianto

L’emergenza sanitaria e ambientale legata all’amianto è stata al centro di un convegno tenutosi il 27 maggio a Bologna Fiere, durante la manifestazione Ambiente Lavoro. L’incontro, intitolato “Nuovi modelli organizzativi di impresa per la tutela della salute nei luoghi di lavoro”, è stato organizzato dal Gruppo Il Sole 24 Ore e dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

L’evento ha riunito istituzioni, tecnici, esperti e associazioni per discutere di prevenzione e sicurezza, con un focus specifico sulla persistente minaccia rappresentata dall’asbesto. Nonostante la sua messa al bando in Italia nel 1992, questo materiale cancerogeno è ancora presente in migliaia di edifici pubblici, scuole, impianti industriali e infrastrutture.

Durante il dibattito sono stati presentati dati allarmanti: l’amianto provoca circa 200mila vittime ogni anno nel mondo. In Italia, si registrano oltre 10mila nuovi casi di patologie asbesto-correlate e circa 7mila decessi annui, una vera e propria strage silenziosa.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha definito la lotta contro l’asbesto una “battaglia di civiltà e tutela della dignità umana”. Secondo Bonanni, il problema amianto è la metafora della necessità di un impegno collettivo contro ogni agente nocivo e pericoloso per la salute e l’ambiente.

Il punto centrale emerso dal confronto è stata la necessità di rafforzare la prevenzione primaria. L’ONA ha sottolineato che la vera tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori passa attraverso la bonifica completa dei siti contaminati, un monitoraggio ambientale capillare e una drastica riduzione dell’esposizione al rischio.

Il generale Giampiero Cardillo, membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio, ha insistito sulla necessità di maggiori controlli, più investimenti nelle opere di bonifica e una più ampia campagna di informazione pubblica per sensibilizzare sui rischi legati alle fibre di asbesto.

Un ruolo strategico è stato attribuito alla comunicazione. Secondo i relatori, parlare dei pericoli dell’amianto è fondamentale per promuovere una consapevolezza collettiva e costruire una solida cultura della prevenzione. La collaborazione con un gruppo editoriale come Il Sole 24 Ore è stata definita cruciale per portare il tema all’attenzione nazionale.

A simboleggiare l’unità d’intenti, l’avvocato Bonanni e l’ingegnere Sergio Clarelli, presidente di AssoAmianto, si sono stretti la mano, impegnandosi a collaborare per trovare soluzioni concrete.

Il convegno è stato reso ancora più toccante dalle testimonianze dirette delle vittime. Fabio Fenati ha raccontato la sua diagnosi di mesotelioma, contratta dopo aver lavorato su piattaforme petrolifere tra il 1986 e il 1996, evidenziando le drammatiche conseguenze dell’esposizione professionale.

Altrettanto intenso è stato l’intervento di Davide Fabretti, coordinatore ONA Lombardia, che ha condiviso la storia del padre, morto per mesotelioma. Fabretti ha denunciato come il problema venga ancora sottovalutato, nonostante l’asbesto si trovi in luoghi frequentati quotidianamente. “La gente deve sapere”, ha dichiarato, ribadendo il potere salvifico dell’informazione.

L’incontro si è concluso con un appello unanime: per sconfiggere questa emergenza serve una strategia condivisa basata su bonifiche, prevenzione, ricerca e una comunicazione costante.

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