Gianluigi Donnarumma, capitano e veterano della Nazionale italiana più giovane di sempre, ha affrontato il peso di una delusione sportiva che ha definito una ferita insanabile. Il portiere ha ripercorso la notte dell’eliminazione contro la Bosnia, un evento che si porterà dietro per sempre. “Abbiamo vissuto una vigilia perfetta, avevo buone sensazioni per la positività del gruppo”, ha raccontato, menzionando anche la presenza di figure di supporto alla squadra.
L’esito di quella partita ha però cambiato tutto, lasciando un segno profondo. Nonostante il dolore, Donnarumma ha risposto presente alla convocazione. “Mi sono sentito in dovere di dare la mia disponibilità”, ha spiegato il portiere, sottolineando come la scelta del tecnico sia stata quella di puntare su un gruppo specifico, ma che anche gli altri compagni avrebbero partecipato con la stessa gioia. Il suo ruolo ora è chiaro: “Il mio compito è dare l’esempio, trasmettere l’amore per l’azzurro”.
Ora, allenandosi a Coverciano con tanti volti nuovi, Donnarumma ha descritto una sensazione di emozione e fiducia. “Anche noi abbiamo del talento, ve ne accorgerete”, ha affermato. Secondo il capitano, da questa giovane Italia si potrà trarre energia, leggerezza e intraprendenza, elementi fondamentali per ricominciare a sognare. La delusione per il Mondiale mancato deve convivere con la speranza di riconquistare un posto di rilievo nel calcio internazionale.
Rivolgendosi ai tifosi, ha mostrato comprensione per la loro delusione, che può trasformarsi in disinteresse, ma ha lanciato un appello. “Dico di darci fiducia: possiamo risalire la corrente, anzi sono sicuro che accadrà”. Ha invitato a godere della freschezza e della tecnica di questa nuova generazione, in attesa delle future decisioni federali.
Riguardo al prossimo commissario tecnico, Donnarumma ha mantenuto un profilo istituzionale, spiegando che la scelta spetterà al nuovo presidente federale. Ha anche chiarito di non aver discusso del suo futuro con Pep Guardiola dopo l’addio al City, limitandosi a un saluto affettuoso. L’ipotesi di un allenatore straniero per la Nazionale, secondo il capitano, “non sarebbe un problema”.
La riflessione finale è tornata sul peso della sconfitta. “È difficile anche da raccontare… mi è caduto il mondo addosso”. Alla domanda su come seguirà il Mondiale, la sua risposta è stata emblematica del suo stato d’animo: “Accenderò la tv il 20 luglio”, ovvero il giorno successivo alla finale del torneo.










