Grazzanise, estorsioni nel Basso Volturno: condanna in Appello per Lanna

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Martino Lanna
Martino Lanna

GRAZZANISE – La Corte d’appello ha confermato la condanna a quattro anni e mezzo di reclusione per Martino Lanna (nella foto), coinvolto in un procedimento per estorsioni aggravate dal metodo mafioso. La sentenza di secondo grado ratifica il verdetto emesso in primo grado, nel 2024, dai giudici della prima sezione, collegio A, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a conclusione di un lungo e articolato dibattimento. Lanna, difeso dall’avvocato Francesco Parente, è accusato sulla base delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, detto Ciccio ’e Brezza, ex referente del clan dei Casalesi nel Basso Volturno e legato al gruppo di Michele Zagaria.

Al centro del processo due episodi estorsivi ai danni di imprenditori della zona: il proprietario di un caseificio e il titolare di un’azienda attiva nella produzione di fili e cavi elettrici a Grazzanise. I fatti contestati risalgono al 2012. In primo grado il collegio aveva riconosciuto a Lanna l’attenuante della minima partecipazione al reato, ritenuta prevalente sull’aggravante delle modalità mafiose. Una ricostruzione ora confermata anche in appello. Contro tale decisione, Lanna potrà ora presentare ricorso in Cassazione. L’imputato è da ritenere innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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