Svapo e stick: tutti i pericoli per la salute

54
Fumo elettronico
Fumo elettronico

La comunità scientifica ha raggiunto un consenso sempre più solido: le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato presentano rischi per la salute paragonabili, se non superiori, a quelli del fumo tradizionale. Recenti studi hanno associato il loro utilizzo a 25 diverse patologie, tra cui il tumore al polmone e alla vescica, e a una forte dipendenza da nicotina, spesso aggravata nei cosiddetti “fumatori duali”.

Una ricerca pubblicata sulla rivista Respiratory Research ha confrontato utilizzatori di e-cig, fumatori tradizionali e non fumatori, riscontrando chiari segni di infiammazione e alterazioni delle vie aeree nei consumatori abituali di dispositivi elettronici. Gli effetti peggiori sono stati osservati in chi alterna svapo e fumo classico. Un’altra ampia revisione di oltre 100 studi ha confermato l’esistenza di prove crescenti su effetti negativi per l’apparato respiratorio, sia a breve che a lungo termine. Anche il sistema cardiovascolare è a rischio: una meta-analisi su oltre 900.000 persone ha trovato un’associazione tra l’uso di e-cig e un aumentato rischio di infarto e ictus.

In Italia, il fenomeno è in piena espansione. Secondo dati Istat e dell’Istituto Superiore di Sanità, gli utilizzatori di e-cig e stick sono quasi raddoppiati in quattro anni, passando dal 3,9% del 2021 al 7,4% della popolazione. Si stima che circa 3,5 milioni di persone usino sigarette elettroniche e 3,1 milioni prodotti a tabacco riscaldato. Ancora più allarmanti sono i dati sui giovani: uno studio del Cnr di Pisa ha rivelato che il 55% degli adolescenti tra 13 e 15 anni le ha provate.

Nonostante queste evidenze, la percezione pubblica resta distorta. Un’indagine di Astra-Fondazione Veronesi ha mostrato come le persone ritengano i nuovi prodotti molto meno dannosi delle sigarette tradizionali, un’opinione alimentata dalla disinformazione online e da campagne marketing aggressive. Questa percezione errata ha spinto il legislatore a intervenire, estendendo i divieti di fumo anche allo svapo nei luoghi pubblici.

Il pericolo risiede nelle sostanze inalate. Gli aerosol dei dispositivi elettronici contengono un cocktail di oltre 130 composti chimici pericolosi. Tra questi figurano metalli pesanti come cromo e nichel, composti organici volatili che danneggiano fegato e reni, e agenti cancerogeni noti come benzene e acroleina. Queste sostanze sono state collegate a infiammazioni polmonari croniche, tosse, asma e allo sviluppo della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Infine, l’idea che la sigaretta elettronica sia un metodo efficace per smettere di fumare si è rivelata un mito per la maggioranza degli utilizzatori. Sebbene possa funzionare per una piccola parte, i dati dell’ISS sono chiari: il 67,8% di chi svapa continua a fumare anche sigarette tradizionali. Solo il 14,4% degli utilizzatori ha abbandonato completamente il tabacco combusto. Il rischio concreto, per molti, non è smettere, ma diventare un “doppio fumatore”, sommando i danni di entrambi i prodotti.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome