L’associazione Salvamamme-Salvasbebè, con sede principale a Roma, ha costruito un modello virtuoso che unisce la solidarietà al principio dell’economia circolare. Nata dall’impegno di Maria Grazia Passeri, attiva fin dagli anni Ottanta sui temi dei diritti civili, l’organizzazione si è specializzata nel fornire sostegno concreto a madri e famiglie in condizioni di fragilità, combattendo al contempo l’inquinamento generato dai rifiuti.
Il cuore del progetto è un sistema di recupero e ridistribuzione che dà una seconda vita a beni che altrimenti finirebbero gettati. Le donazioni provengono da tre canali principali: famiglie che mettono a disposizione oggetti usati in ottimo stato come carrozzine e vestiti; aziende che cedono prodotti invenduti e in perfette condizioni; negozi che donano le rimanenze di magazzino a fine stagione. Questi beni confluiscono nella “Boutique Salvabebè”, dove vengono distribuiti gratuitamente.
Un’altra importante frontiera nella lotta allo spreco è quella alimentare. Grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare, la prima organizzazione italiana nel recupero delle eccedenze, Salvamamme-Salvasbebè distribuisce cibo a numerose madri romane che faticano a fare la spesa quotidiana. In questo modo, si garantisce nutrimento a chi ne ha bisogno e si evita che tonnellate di cibo ancora buono vengano sprecate.
Ogni anno, l’associazione ha fornito supporto a un numero di famiglie compreso tra 3.000 e 5.000, gestendo circa 1.000 nuovi casi all’anno solo nella capitale. Gli interventi includono la fornitura di corredini, pannolini, latte artificiale e tutto il necessario per la prima infanzia, spesso su segnalazione di ospedali e consultori.
Uno dei progetti più significativi è la “Valigia di Salvataggio”, nato da un’esigenza specifica per aiutare le donne vittime di violenza. L’idea è scaturita dall’incontro con una madre che, fuggita da un compagno violento, non poteva tornare a casa per recuperare i propri effetti personali. Le volontarie le prepararono una valigia con l’indispensabile per lei e sua figlia, un gesto che le diede la forza per non tornare indietro.
Oggi, quella valigia rappresenta un kit di prima emergenza, un incentivo a fuggire da situazioni di pericolo, riempita con beni essenziali donati e recuperati. Oltre al supporto materiale, l’organizzazione offre anche sostegno psicologico e formazione su temi come l’allattamento e la genitorialità, creando una rete di supporto completa che valorizza le persone e riduce l’impatto ambientale.















