Italia: 700 rifiuti ogni 100 metri sulle spiagge

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Spiagge sporche
Spiagge sporche

Un recente studio commissionato dalla Commissione europea ha rivelato una realtà allarmante per il Mar Mediterraneo: ogni 100 metri di spiaggia si trovano in media 701 rifiuti. A differenza di quanto accade negli oceani, dove gran parte dell’immondizia proviene da continenti lontani, nel nostro mare i responsabili siamo noi: residenti e turisti.

I dati parlano chiaro. Gli oggetti più abbandonati sono vaschette per alimenti e stoviglie di plastica, che costituiscono il 17% del totale. Seguono a pari merito i filtri di sigaretta e i tappi di bottiglia (14%), e poi sacchetti e bastoncini cotonati (5%). La persistenza di questi materiali è un’aggravante: un mozzicone impiega circa 5 anni per decomporsi, una buccia di banana due, mentre un accendino può resistere nell’ambiente fino a 1000 anni.

L’impatto sull’ecosistema marino è devastante. Gli animali marini spesso scambiano frammenti di plastica per cibo, rischiando il soffocamento e la morte. Ma il problema non si limita ai rifiuti solidi. Anche le creme solari, quando si sciolgono durante un bagno, possono rilasciare sostanze dannose. Per questo, si consiglia di scegliere prodotti con ingredienti ecocompatibili e di applicarli con anticipo, non immediatamente prima di entrare in acqua.

Per tutelare le nostre coste, è fondamentale adottare comportamenti responsabili. È indispensabile portare sempre con sé un contenitore per i mozziconi, come un posacenere portatile, ed evitare l’uso di shampoo e bagnoschiuma nelle docce in spiaggia, poiché l’acqua dolce è sufficiente per rimuovere il sale.

Altrettanto importante è rispettare l’habitat. Evitiamo di accendere falò, che rappresentano un serio rischio di incendio per le pinete circostanti. Ricordiamoci anche di non prelevare “souvenir” come conchiglie, sabbia o piccoli animali: sono elementi vitali dell’ecosistema locale e devono rimanere dove si trovano.

Il rispetto deve estendersi anche alla fauna. Urla e musica ad alto volume possono disturbare uccelli e altre specie protette che nidificano vicino ai lidi. Chi possiede un’imbarcazione deve rispettare le normative vigenti, informandosi sulle aree di navigazione consentite e spegnendo il motore in prossimità della riva. Anche la pesca da riva o con metodi non autorizzati, come quella a strascico, è severamente vietata.

Infine, chi porta con sé animali domestici deve verificare quali spiagge ne consentono l’accesso e utilizzare sempre le aree dedicate, oltre a raccogliere le deiezioni.

Oltre al gravissimo danno ambientale, l’abbandono di rifiuti comporta un enorme spreco economico. Ogni anno, in Europa, la pulizia delle spiagge costa oltre 400 milioni di euro. Questi costi, sostenuti dalla collettività, potrebbero essere evitati con un maggiore senso civico. Le normative e le multe non bastano: la vera soluzione risiede nella consapevolezza e nell’impegno di ciascuno di noi per un mare più pulito. Per chi desidera approfondire la situazione locale, Legambiente ha pubblicato un’analisi dettagliata delle spiagge più inquinate, regione per regione.

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