Massimo Ferrari, ex general manager di Webuild e in passato membro del consiglio di amministrazione del Milan durante la gestione Elliott, ha delineato la sua visione per il futuro del club rossonero. Dopo aver lasciato il suo incarico, Ferrari non ha escluso un suo possibile ritorno, dichiarandosi pronto a valutare un’opportunità se si presentasse.
Secondo il manager, i recenti risultati sportivi sono il frutto di un insieme di fattori, tra cui un azionista forse mal consigliato e la presenza di figure manageriali con poca esperienza nel mondo del calcio. Ferrari ha sottolineato la necessità di una maggiore presenza in Lega e di un ammodernamento di Milanello, che deve tornare a essere un centro d’avanguardia con tecnologie in grado di prevedere gli infortuni.
La soluzione proposta è un “reset” totale, con l’inserimento di una filiera dirigenziale rinnovata. Al centro del progetto ci sarebbe un amministratore delegato con pieni poteri di controllo, un allenatore leader e una direzione tecnica credibile. Su quest’ultimo punto, Ferrari ha indicato in Paolo Maldini la figura ideale per ricoprire il ruolo, sostenendo che una società ben strutturata saprebbe gestire il suo carattere e valorizzarne le competenze.
Il piano di Ferrari si basa su una visione ambiziosa, che superi l’obiettivo minimo del quarto posto, definito un errore strategico. Ha criticato l’idea che il trading di giocatori possa essere la principale fonte di sostentamento, definendo statisticamente improbabile il modello “compra a 20 e vendi a 50”. Al contrario, ha evidenziato l’importanza di attendere la crescita dei giovani talenti e di investire in uno scouting di alto livello, citando l’esempio positivo del Como.
Per il manager, la sostenibilità non deve precludere investimenti mirati, portando come esempio l’Inter, che con un monte ingaggi superiore di 50 milioni ha generato 80 milioni di ricavi in più. Ferrari si è detto convinto che per essere ascoltato dalla proprietà attuale sarebbe necessario presentarsi con fondi da investire direttamente nel club.
Nella sua visione, figure storiche come Adriano Galliani potrebbero essere coinvolte in un comitato consultivo di alto profilo per portare esperienza. Pur senza fare false promesse, Ferrari ha indicato un orizzonte temporale di tre anni come un periodo realistico per costruire una squadra in grado di tornare a vincere.







