Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, e Ariedo Braida, ex dirigente del Milan, sono stati protagonisti al Festival della Serie A di Parma. Durante l’incontro “I signori del calciomercato”, hanno condiviso aneddoti e strategie, offrendo uno sguardo sul dietro le quinte delle trattative.
Ausilio ha ripercorso la sua carriera ventottennale in nerazzurro, iniziata nel settore giovanile fino al ruolo di ds della prima squadra. Ha citato come esempio di scelta vincente quella di Cristian Chivu per la Primavera e ha definito lo scudetto della seconda stella come quello a cui è più affezionato per l’unità di intenti dimostrata da tutto l’ambiente.
Tra le operazioni più complesse, il dirigente ha citato quella per Marcus Thuram. L’Inter era convinta che, a differenza del suo ruolo da esterno, potesse diventare un attaccante centrale nel 3-5-2, un progetto tecnico che si è rivelato decisivo per battere la concorrenza del Milan.
Il ds ha spiegato di aver convinto il padre del giocatore, Lilian, illustrandogli il piano tattico. Un successivo infortunio al ginocchio di Marcus ha posticipato l’affare di due anni, ma l’Inter ha mantenuto la promessa e lo ha ingaggiato a parametro zero.
Altrettanto avvincente il racconto sull’acquisto di Lautaro Martínez, che era a un passo dall’Atlético Madrid. Ausilio ha raccontato di aver preso un aereo per l’Argentina, approfittando del fatto che mancasse la firma del suo club di allora, il Racing, dove Diego Milito ha fornito un supporto fondamentale.
Una tripletta di Lautaro in una partita chiave ha complicato le cose facendo lievitare il prezzo, ma il dirigente è rimasto sul posto fino a ottenere la firma sul contratto e chiudere l’operazione.
Guardando al futuro, Ausilio ha affermato che il mercato dell’Inter sarà guidato dall’intelligenza, con l’obiettivo di sostituire ogni eventuale partenza con un giocatore di pari valore. Ha inoltre ribadito la volontà di dare più fiducia ai giovani, seguendo l’esempio di Pio Esposito, e ha confermato che l’ambizione del club resta quella di competere sempre per la vittoria.
Durante l’evento, anche Ariedo Braida ha condiviso ricordi del suo passato al Milan, come l’ingaggio di Arrigo Sacchi e uno stratagemma usato per convincere la dirigenza a investire su Kakà. Ha concluso con un consiglio a Zlatan Ibrahimović nel suo nuovo ruolo dirigenziale: “Deve avere l’umiltà di imparare”.





