CASAL DI PRINCIPE – Un rapporto finito sotto la lente degli investigatori per una sequenza di minacce, aggressioni, pressioni psicologiche e condotte di controllo che, secondo il gip, avrebbero trasformato la vita di una donna in un clima di paura costante. È il quadro alla base dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli Nord, Vincenzo Saladino, nei confronti di Mariano Bianco, 34 anni, difeso dall’avvocato Arturo Cantiello.
Il provvedimento è stato innescato dall’indagine coordinata dal pm Valentina De Falco e condotta dai carabinieri della stazione di Casal di Principe, che hanno raccolto la denuncia della donna, le dichiarazioni dei familiari, i riscontri video e la documentazione relativa agli episodi contestati. Bianco è indagato per maltrattamenti, minacce aggravate e danneggiamento, con l’aggravante, secondo l’accusa, dell’uso di un oggetto ritenuto idoneo a far temere la disponibilità di un’arma.
La vicenda, per gli inquirenti, non si esaurisce nell’episodio più recente, ma si inserisce in una storia di sopraffazione iniziata nel 2025. Nell’ordinanza viene richiamato un episodio risalente al marzo dello scorso anno, quando l’indagato avrebbe afferrato la vittima per i capelli e l’avrebbe sbattuta contro il vetro di una porta. A questo si sarebbero aggiunte offese, telefonate, messaggi e minacce, anche di morte, rivolte non solo alla donna ma anche ai suoi familiari.
Il momento più grave, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe avvenuto il 27 maggio scorso. Bianco si sarebbe presentato sotto l’abitazione della donna, a San Cipriano d’Aversa. Avrebbe bussato e urlato, pronunciando frasi minacciose e facendo intendere di avere un’arma. Poi, con un oggetto pesante, avrebbe colpito l’auto della madre della vittima, infrangendo i vetri e danneggiando la carrozzeria. Prima di allontanarsi, avrebbe anche minacciato di incendiare la vettura.
Per il gip, gli elementi raccolti dai carabinieri delineano un comportamento non episodico, ma inserito in un contesto di controllo e intimidazione. Nell’ordinanza si parla di una donna costretta a vivere in uno stato di allerta, con il timore di nuove aggressioni. La misura del carcere è stata ritenuta necessaria per il rischio di reiterazione. Secondo il giudice, misure meno afflittive non sarebbero state sufficienti a contenere la pericolosità dell’indagato, anche alla luce dei precedenti e della presunta escalation culminata nei fatti di fine maggio.
Bianco è stato recentemente coinvolto anche in un’altra indagine, questa volta coordinata dalla Dda di Napoli, tesa a ricostruire la presunta operatività mafiosa di Pasquale Apicella, detto ’o bellomm. In quel procedimento gli viene contestata la presunta partecipazione a un’organizzazione dedita allo spaccio di narcotici che, secondo l’accusa, sarebbe stata diretta proprio da Apicella. Bianco, in particolare, avrebbe aderito al sodalizio con il ruolo di pusher sul territorio di Casal di Principe. Per entrambe le vicende l’indagato resta comunque presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.






