CASAL DI PRINCIPE (CE) – Poteva trasformarsi in una strage, ma il pronto intervento dei Carabinieri ha scongiurato il peggio. Attimi di terrore si sono vissuti nella prima serata di ieri, 2 giugno, nel cuore di Casal di Principe, quando un uomo armato ha fatto irruzione in una caffetteria affollata. L’operazione, condotta con rapidità e freddezza dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, si è conclusa con l’arresto del soggetto e il sequestro di una pericolosa pistola clandestina, modificata e pronta a fare fuoco.
Tutto ha inizio alle 19.35. In un bar di via Baracca, una delle arterie pulsanti del comune dell’agro aversano, la normale routine di un tardo pomeriggio festivo viene squarciata dalla paura. Una telefonata concitata giunge alla Centrale Operativa dei Carabinieri: la voce all’altro capo del filo segnala la presenza di un individuo che, all’interno del locale, starebbe brandeggiando una pistola. La minaccia è grave, immediata. La macchina della sicurezza si attiva all’istante. Una pattuglia, già impegnata in un servizio di controllo del territorio, viene dirottata sul posto con la massima urgenza.
In una manciata di minuti, la “gazzella” dell’Arma è davanti alla caffetteria. I militari notano subito un uomo il cui comportamento tradisce un forte nervosismo. Alla vista della divisa, il soggetto compie una mossa sospetta: si dirige con passo svelto verso una zona secondaria dell’esercizio commerciale, per poi fare rapidamente ritorno nella sala principale, nel tentativo, forse, di confondersi tra gli altri avventori e apparire innocuo. Una manovra che non sfugge all’occhio esperto dei Carabinieri. Senza esitazione, i militari intervengono, lo bloccano e lo mettono in sicurezza, impedendogli qualsiasi ulteriore movimento.
La perquisizione personale fornisce i primi, inquietanti riscontri. Nelle tasche dell’uomo viene rinvenuto un proiettile calibro 7,65, insieme a materiale compatibile con la pulizia e la manutenzione di armi da fuoco. Un kit che suggerisce una certa familiarità con le pistole. A quel punto, mentre una seconda pattuglia giunge in supporto per cinturare l’area, scatta un’ispezione meticolosa del percorso fatto dal sospettato pochi istanti prima. È nel retro del locale che l’indagine trova la sua svolta decisiva: occultata all’interno di un cestino dei rifiuti, i Carabinieri trovano l’arma. Si tratta di una pistola con matricola abrasa, quindi clandestina, che è stata inoltre modificata per aumentarne la potenzialità offensiva. Nel caricatore, inserito e pronto all’uso, c’è una cartuccia. L’arma era pronta a sparare.
A incastrare definitivamente l’uomo, oltre agli elementi raccolti, sono state le testimonianze del personale del bar e, soprattutto, le immagini nitide del sistema di videosorveglianza. I filmati, acquisiti dagli investigatori, non lascerebbero dubbi, attribuendo inequivocabilmente il possesso della pistola all’arrestato nei momenti immediatamente precedenti all’arrivo dei militari. L’uomo è stato condotto in caserma e arrestato con le accuse di porto e detenzione di arma clandestina. Ora le indagini proseguono per fare piena luce sul movente: si voleva compiere una rapina? Un regolamento di conti? O la sua era una semplice, folle e pericolosissima ostentazione di potere? Domande a cui gli inquirenti cercheranno di dare una risposta, mentre la comunità locale tira un sospiro di sollievo per una tragedia solo sfiorata.


















