Casini analizza la crisi del calcio nel suo nuovo libro

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Cronache sport calcio
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Lorenzo Casini ha pubblicato il suo nuovo saggio, “Cosa resta del calcio”, edito da Il Mulino. L’analisi arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema calcistico nazionale, segnato da una profonda crisi di risultati e di identità, come dimostrano le mancate qualificazioni ai Mondiali.

L’autore conduce la sua indagine da un punto di vista unico, unendo la sua competenza accademica come professore di diritto amministrativo alla sua recente esperienza pratica ai vertici del calcio. Casini ha infatti ricoperto il ruolo di presidente della Lega Serie A, un osservatorio privilegiato che gli ha permesso di esaminare da vicino le dinamiche e le criticità del settore. Il libro si interroga su cosa rimanga del calcio in un’era dominata da fondi di investimento e calendari congestionati, con un focus specifico sulla situazione dell’Italia.

L’analisi dell’ex presidente si fonda su tre elementi chiave, identificati come i pilastri da cui ripartire: infrastrutture, risorse e cultura. Secondo Casini, è solo intervenendo in modo coordinato su questi tre ambiti che si può avviare un percorso di rilancio concreto e duraturo per il movimento.

Il primo capitolo è dedicato al problema atavico degli stadi, una questione storica per il calcio italiano. I dati riportati nel libro mostrano un divario netto con le altre leghe europee: la Serie A incassa dai ricavi del “matchday” meno della metà rispetto alla Premier League inglese, un fattore che limita pesantemente la competitività economica e la capacità di investimento dei club.

Il saggio approfondisce poi le distorsioni normative e gestionali del sistema. Tra queste spiccano il meccanismo del “paracadute” per le squadre retrocesse dalla Serie A alla B, che genera squilibri competitivi, e i continui conflitti di potere tra le diverse istituzioni calcistiche. Vengono inoltre ricordati gli scandali che hanno minato la credibilità del sistema e la cronica mancanza di investimenti strategici nei settori giovanili.

A questo proposito, Casini esamina la resistenza culturale e normativa all’introduzione delle seconde squadre, un progetto considerato strategico in altri paesi per la crescita dei giovani talenti. Viene inoltre affrontato il tema dello “ius soli” sportivo, evidenziando la necessità di una riforma per favorire l’integrazione e non disperdere potenziali campioni cresciuti calcisticamente in Italia.

Una parte significativa del libro è dedicata all’analisi delle cause dietro le ripetute assenze della Nazionale ai Mondiali, mettendo a confronto il modello italiano con quelli virtuosi di Germania, Francia e Spagna. La ricetta finale proposta da Casini è un ritorno alle origini del gioco: ripartire dalla tecnica e dalla libertà creativa, cercando un nuovo equilibrio sostenibile tra la dimensione industriale del business e la passione che ancora anima tifosi e praticanti.

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