Milan valuta Devin Özek come nuovo direttore sportivo

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Cronache sport calcio
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Il Milan ha iniziato a valutare il profilo di Devin Özek come possibile nuovo direttore sportivo. Classe 1995, a soli trentun anni il dirigente tedesco ha già accumulato un’esperienza significativa, culminata con un ruolo da protagonista nella costruzione del Bayer Leverkusen che ha dominato la stagione 2023-24.

La sua carriera nel calcio è iniziata in modo atipico. “Non ero un calciatore talentuoso. Non ero veloce, non avevo tecnica”, ha raccontato Özek, spiegando come il suo passato da giocatore nelle serie minori tedesche si sia concluso senza successo. “Ho capito che bisogna sempre mettercela tutta per non avere rimpianti. E proprio questo voglio trasmettere ai miei giocatori”. Questo approccio lo ha portato a intraprendere la carriera dirigenziale.

Il suo percorso è decollato nel 2015, quando, poco più che ventenne, ha contattato con una mail Simon Rolfes, allora dirigente del Leverkusen. Nella comunicazione, Özek ha sottolineato la scarsa presenza di talenti bavaresi nel settore giovanile del club, proponendosi come soluzione. Un’iniziativa audace che ha colpito Rolfes, il quale lo ha convocato per un colloquio e, dopo una serie di prove, lo ha assunto.

Inizialmente impiegato nel settore giovanile, Özek ha progressivamente ampliato le sue responsabilità fino a raggiungere la prima squadra. Ha lavorato a stretto contatto con Rolfes, assorbendone la filosofia gestionale: è il club a dover definire uno stile di gioco preciso, per poi individuare i giocatori funzionali al progetto, ruolo per ruolo.

Un esempio concreto è stato l’ingaggio di Grimaldo, che Özek aveva individuato due anni prima del suo arrivo. Il suo acquisto è stato consigliato solo quando sulla panchina si è seduto Xabi Alonso, ritenuto l’allenatore ideale per valorizzarne le caratteristiche. “Il tecnico deve allinearsi perfettamente al progetto della società”, ha affermato, sottolineando come le idee dei singoli allenatori debbano arricchire la struttura di gioco senza stravolgerla.

L’avventura al Leverkusen si è conclusa per la sua ambizione di diventare il responsabile tecnico di un club importante, spinta che lo ha portato al Fenerbahçe un anno fa. “Non sarei mai stato capace di accontentarmi di giocare a un livello basso. Caratterialmente non riesco a essere la seconda scelta”, ha dichiarato.

Durante l’esperienza in Turchia, ha dimostrato notevoli capacità di negoziazione, portando al club giocatori del calibro di Marco Asensio dal Paris Saint-Germain ed Ederson dal Manchester City. Già a Leverkusen gli erano state riconosciute ottime doti nel trattare, ad esempio con la cessione di Kossounou all’Atalanta. Il suo percorso lo ha reso un profilo completo e ricercato.

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