Ebola in Congo: missione italiana per l’emergenza

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Emergenza Ebola
Emergenza Ebola

Un team di specialisti dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma è rientrato in Italia al termine di una missione operativa a Kinshasa, organizzata in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile per fronteggiare la nuova epidemia di Ebola.

Durante la permanenza, la squadra ha lavorato a stretto contatto con le istituzioni sanitarie locali, come l’Istituto Nazionale di Ricerca Biomedica (INRB). Le attività si sono concentrate sul miglioramento della sorveglianza epidemiologica, sulla gestione dei dati e sull’organizzazione delle risposte sul territorio per contenere la 17ª epidemia registrata nel Paese africano.

Sono stati approfonditi i percorsi clinici e sono stati consegnati farmaci e materiali sanitari essenziali. La visita ai laboratori dell’INRB ha permesso un confronto diretto sulle capacità di diagnosi e sequenziamento del virus, passaggi fondamentali per gestire patogeni ad alto rischio. La missione ha anche posto le basi per future collaborazioni in ambito formativo e di gestione delle crisi infettive.

La recrudescenza del virus ha riacceso l’attenzione globale, portando la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO) a ribadire il ruolo strategico dei farmacisti. Secondo la SIFO, questi professionisti sono cruciali nel governo delle scorte, nella gestione dei dispositivi di protezione e nella continuità terapeutica, operando in sinergia con infettivologi e autorità sanitarie.

Arturo Cavaliere, presidente SIFO, ha dichiarato che le emergenze richiedono preparazione e professionisti capaci di lavorare in rete. «I farmacisti ospedalieri contribuiscono in modo concreto alla ‘preparedness’ del sistema, dalla pianificazione delle risorse alla disponibilità sicura dei farmaci». Ha poi aggiunto che la preparazione non è solo clinica, ma anche logistica, con l’obiettivo di garantire appropriatezza e sicurezza per rafforzare la resilienza del sistema.

Parallelamente, l’organizzazione internazionale ActionAid ha lanciato un appello per intensificare le attività di sensibilizzazione. In una comunicazione ai suoi sostenitori, ha evidenziato la gravità della situazione nella provincia di Ituri, dove si contano centinaia di casi sospetti e oltre 130 decessi, in un contesto già segnato da conflitti e fragilità sanitaria.

Grazie a una presenza consolidata sul territorio, ActionAid intende intervenire rapidamente per rafforzare le misure anti-contagio nelle scuole e nelle comunità più esposte. Le scuole, in particolare, sono viste come luoghi di protezione fondamentali, dove insegnanti, famiglie e studenti possono ricevere strumenti e informazioni per contenere la diffusione del virus.

Gli obiettivi concreti dell’intervento includono la distribuzione di kit igienici e dispositivi di protezione individuale, l’installazione di punti per il lavaggio delle mani in luoghi pubblici e la diffusione capillare di informazioni salvavita sulle corrette pratiche per evitare il contagio.

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