Doule di fine vita: una nuova professione in Italia

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Fine vita
Fine vita

«Io vengo quando c’è ancora qualcosa da vivere». Con queste parole Elena, una doula, ha risposto a Giovanni, un uomo di 86 anni malato terminale che l’aveva accolta con scetticismo. Questo scambio racchiude l’essenza di una nuova figura che sta prendendo piede anche nel nostro Paese: professioniste formate per accompagnare le persone e le loro famiglie nell’ultimo tratto del percorso esistenziale.

Il termine “doula” in greco significa “serva”, ma nel contesto moderno assume un significato opposto: è una persona che aiuta a liberarsi dalla paura della morte e dall’angoscia. Il suo compito non è accelerare o ritardare la fine, ma aiutare a vivere con pienezza e serenità ogni giorno che resta.

La storia di Giovanni ne è un esempio concreto. Assistito dalla sua famiglia, che però non sapeva come gestire la situazione, l’uomo ha trovato in Elena un’interlocutrice inaspettata. Per settimane non hanno parlato della malattia, ma hanno condiviso racconti sul mare e sui viaggi. Elena ha aiutato Giovanni a compiere un passo fondamentale: riconciliarsi con il fratello Mario. Dopo un breve incontro e un abbraccio, Giovanni ha ritrovato la pace. Pochi giorni dopo, si è spento serenamente, come se avesse portato a termine il suo ultimo compito.

Questa assistenza umanistica si contrappone a una realtà in cui il morire è sempre più medicalizzato. Circa il 70% delle persone muore lontano dalla propria casa, in ospedali o case di riposo, spesso in solitudine. L’approccio della doula riconosce invece che la morte non è solo un evento clinico, ma un’esperienza umana profonda, che merita di essere vissuta con dignità e supporto compassionevole.

A livello internazionale, il movimento è promosso dall’International End of Life Doula Association (INELDA), un’organizzazione no-profit fondata negli Stati Uniti nel 2015. La sua missione è promuovere una visione del fine vita come un’esperienza relazionale e spirituale, non solo medica. Dal 2015, INELDA ha formato circa 9.700 doule in 56 Paesi del mondo.

Anche l’Italia sta vedendo la nascita di questa specializzazione. Nel 2024 è stata fondata “Doula della morte Italia APS”, la prima associazione nazionale dedicata a queste figure. La loro presenza è già una realtà in diverse regioni, tra cui Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio, offrendo un nuovo modello di cura e vicinanza.

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