A inizio stagione, il divario tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner nel ranking ATP sembrava incolmabile. Dopo il successo dello spagnolo agli Australian Open, il suo vantaggio aveva raggiunto i 3350 punti, segnando un massimo storico nel loro dualismo. Tuttavia, nei mesi successivi, l’inerzia si è completamente invertita.
Da marzo, Sinner ha dato il via a una rimonta straordinaria. La cavalcata è iniziata sul cemento americano, dove l’italiano ha conquistato la doppietta Indian Wells-Miami, mentre Alcaraz ha raccolto risultati modesti. Questo ha permesso a Jannik di ridurre il distacco a soli 1190 punti prima dell’inizio della stagione sulla terra rossa europea.
È stato proprio sulla superficie preferita dal suo rivale che Sinner ha operato il sorpasso. Ha prima trionfato a Montecarlo, battendo Alcaraz in finale, e ha poi consolidato la sua leadership vincendo anche a Madrid. Un infortunio al polso ha poi costretto lo spagnolo a un periodo di stop.
Il culmine del percorso dell’azzurro è arrivato con la vittoria agli Internazionali d’Italia, un successo che ha portato il suo vantaggio a 2740 punti. Nonostante una battuta d’arresto al Roland Garros, dove è stato eliminato al secondo turno, il margine su Alcaraz è cresciuto ulteriormente. Il ranking attuale fotografa un ribaltone completo: da un passivo di 3350 punti a un attivo di 3540. Vantaggio che aumenterà a 3990 con l’aggiornamento delle classifiche prima di Wimbledon.
Le attenzioni sono ora tutte rivolte a Londra. Sinner si presenterà a Wimbledon da campione in carica con 13.450 punti, contro i 9.460 di Alcaraz. Per prepararsi al meglio, l’italiano ha scelto di non disputare tornei sull’erba prima dello Slam, limitandosi a un’esibizione all’Hurlingham Club.
Lo scenario per la classifica è decisivo. Una riconferma del titolo per Sinner, unita allo scarto dei 1300 punti della finale raggiunta l’anno scorso da Alcaraz, proietterebbe l’italiano a un vantaggio di 5290 punti. Un margine di tale ampiezza blinderebbe aritmeticamente il suo primo posto nel ranking almeno fino alla conclusione degli US Open. Di fatto, una vittoria a Wimbledon metterebbe una seria ipoteca sulla sua permanenza in vetta alla classifica mondiale fino al termine della stagione, rendendo un eventuale controsorpasso dello spagnolo estremamente improbabile.









