Taranto: successo per il ripristino della Posidonia

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Ecosistema marino
Ecosistema marino

Un importante risultato ambientale è stato raggiunto nel Golfo di Taranto, dove un progetto di riforestazione marina sta mostrando esiti molto incoraggianti. L’iniziativa, avviata due anni fa dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in sinergia con diverse associazioni locali, si è concentrata sul ripristino delle praterie di Posidonia oceanica.

Grazie alla messa a dimora di oltre 10.000 talee, le aree del fondale marino che erano state gravemente danneggiate da pratiche illegali come la pesca a strascico e gli ancoraggi non regolamentati hanno registrato un recupero del 15%. Questo successo rappresenta un passo cruciale per la salvaguardia dell’ecosistema locale.

Spesso confusa erroneamente con un’alga, la Posidonia oceanica è in realtà una pianta superiore, fondamentale per la salute del Mar Mediterraneo. Le sue praterie sono veri e propri polmoni blu, capaci di produrre fino a 20 litri di ossigeno al giorno per metro quadrato. Svolgono inoltre un ruolo chiave nell’assorbimento di grandi quantità di anidride carbonica, contribuendo attivamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Queste foreste sottomarine offrono anche un habitat e un rifugio essenziali per centinaia di specie marine, funzionando come aree di riproduzione e nutrimento. La loro presenza, infine, è determinante per la protezione delle coste: le radici della Posidonia consolidano il fondale, mentre le foglie smorzano l’energia del moto ondoso, contrastando in modo efficace i fenomeni di erosione.

I ricercatori dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del CNR (CNR-IAS) di Taranto hanno utilizzato tecnologie avanzate, come droni subacquei, per monitorare costantemente lo stato di salute e la crescita delle nuove piante. I dati raccolti hanno confermato l’eccellente attecchimento e lo sviluppo delle talee.

Il progetto, finanziato con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è stato elogiato dal Ministero dell’Ambiente come un “modello virtuoso di restauro ecologico”. Il successo ottenuto a Taranto apre ora la strada alla possibilità di replicare interventi simili in altre aree degradate del bacino mediterraneo.

L’obiettivo futuro è duplice: da un lato, espandere l’area di intervento per amplificare i benefici ecologici; dall’altro, avviare campagne di sensibilizzazione rivolte a cittadini e diportisti sull’importanza di adottare comportamenti responsabili, come l’utilizzo di gavitelli ecologici, per preservare questi inestimabili tesori naturali.

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