Nepal: tigre fa da babysitter a cuccioli non suoi

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Comportamento anomalo
Comportamento anomalo

Una troupe della BBC ha documentato in Nepal un evento considerato straordinario nel mondo animale: una tigre femmina è stata filmata mentre si prendeva cura dei cuccioli di un’altra femmina. Questo comportamento, del tutto inaspettato per una specie notoriamente solitaria e territoriale, potrebbe costringere gli scienziati a rivalutare le conoscenze sulla vita sociale di questi grandi felini.

Le immagini sono state girate per il documentario “Tiger Island” su una piccola isola di appena 4 chilometri quadrati, situata all’interno di un sistema fluviale nel Nepal occidentale. Nonostante le dimensioni ridotte, l’area è conosciuta per ospitare una delle più alte concentrazioni di tigri al mondo. È in questo contesto unico che l’eccezionale interazione ha avuto luogo.

Le tigri, per loro natura, sono animali che evitano il contatto con i propri simili, ad eccezione dei brevi periodi di accoppiamento o della cura della prole da parte della madre. Le femmine, in particolare, definiscono territori precisi e raramente si incrociano. Vedere una di loro assumere il ruolo di “babysitter” per cuccioli non suoi è un fatto senza precedenti, che sembra contraddire decenni di osservazioni scientifiche.

Esistono tuttavia alcune possibili spiegazioni per questo evento. La prima e più plausibile è legata alla parentela: la tigre “babysitter”, chiamata Goma, è la madre della femmina che si era allontanata per cacciare, di nome Jugini. Goma si stava quindi occupando dei propri nipoti. Questo “effetto nonna”, ben documentato in specie sociali come elefanti e orche, non era mai stato osservato in modo così chiaro nelle tigri.

Un secondo fattore potrebbe essere di natura protettiva. In un’area così densamente popolata, i maschi adulti possono rappresentare una seria minaccia per i cuccioli che non appartengono alla loro linea di discendenza. La presenza di Goma avrebbe garantito la sicurezza dei piccoli durante l’assenza della madre, un atto di cooperazione indiretta che aumenta le probabilità di sopravvivenza della famiglia.

Il fatto che questo comportamento sia stato ripreso in natura, utilizzando droni e tecniche non invasive che non hanno disturbato gli animali, rende il documento ancora più prezioso. Al momento, si tratta di un’osservazione unica nel suo genere. Resta da capire se siamo di fronte a un’eccezione, dettata forse dalle condizioni di sovraffollamento dell’isola, o se questo episodio sia la prima prova di una complessità sociale nelle tigri finora sconosciuta. Saranno necessarie ulteriori ricerche per stabilire se questo comportamento possa essere considerato una nuova, seppur rara, sfaccettatura della biologia di questi predatori.

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