Umani: condividiamo i gusti musicali degli animali

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Estetica animale
Estetica animale

Un recente studio ha confermato un’intuizione che affonda le radici nel pensiero di Charles Darwin: gli esseri umani e le altre specie condividono un senso estetico. La ricerca, guidata da Logan James dell’Università del Texas ad Austin, ha dimostrato che le nostre preferenze acustiche per i richiami di corteggiamento animale sono sorprendentemente allineate con quelle degli animali stessi.

Il team di James ha condotto un esperimento innovativo. Hanno fatto ascoltare a un campione di persone diverse versioni dei suoni usati da alcuni animali per attrarre un partner. Per ogni specie, i ricercatori hanno presentato una coppia di suoni: una versione considerata più attraente dalle femmine di quella specie e una meno attraente.

Attraverso una piattaforma online, ai partecipanti è stato chiesto di indicare quale dei due suoni consecutivi trovassero più piacevole. I risultati hanno rivelato una tendenza chiara: gli umani hanno mostrato di gradire le stesse varianti preferite dagli animali.

Un esempio emblematico è quello della rana túngara. I maschi di questa specie emettono un “gemito” seguito da una serie di “schiocchi” per attrarre le femmine, le quali mostrano una netta preferenza per i richiami con un numero maggiore di schiocchi. Ebbene, anche i partecipanti umani hanno valutato più piacevoli i richiami più “ornati”.

L’indagine ha incluso anche i canti di diverse specie di uccelli, come il diamante mandarino e il passero cantore, oltre ai suoni prodotti da insetti come i grilli. In modo inaspettato, l’accordo tra le preferenze umane e quelle animali è risultato particolarmente forte con il grillo *Teleogryllus oceanicus*, una specie evolutivamente molto distante da noi.

Al contrario, lo studio ha evidenziato una discordanza con i richiami dei babbuini gelada, la specie di primate più vicina all’uomo tra quelle analizzate. Questo suggerisce che la parentela evolutiva non è il fattore determinante in questa convergenza estetica.

Un altro aspetto interessante emerso è la correlazione con l’intensità della preferenza animale. Quando le femmine di una specie mostravano una preferenza molto marcata per un certo suono, era più probabile che anche gli umani fossero d’accordo. Se la preferenza animale era debole, l’accordo con le valutazioni umane diminuiva.

I ricercatori non sono riusciti a identificare una singola caratteristica acustica universale in grado di predire la preferenza. Tuttavia, hanno notato che sia gli umani sia gli animali tendono a gradire la presenza di “ornamenti” sonori. Elementi aggiuntivi come trilli o clic sembrano aumentare il valore estetico del segnale per tutti, svelando un “linguaggio” della bellezza che trascende le barriere tra le specie.

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