L’assemblea elettiva della Figc si prepara a scegliere il nuovo presidente per guidare la svolta del calcio italiano. Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, si presenta al voto come il grande favorito, forte di un consenso costruito negli ultimi mesi. La sfida elettorale lo vedrà opposto a Giancarlo Abete.
Il percorso di Malagò è iniziato dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali. A seguito di contatti e sondaggi, ha dato la sua disponibilità a candidarsi. Il 13 aprile la Lega Serie A lo ha indicato come proprio candidato, un segnale forte che ha avviato la sua corsa. Poco dopo, anche l’Associazione Calciatori e l’Associazione Allenatori hanno formalizzato il loro appoggio, portando a Malagò un decisivo 30% dei voti.
Il sostegno si è ulteriormente consolidato con l’adesione del Comitato regionale della Lombardia, staccatosi dalla Lega Nazionale Dilettanti, e con la decisione della Lega Serie B di convergere sul suo nome. In questo modo, Malagò ha raggiunto e superato la maggioranza necessaria per l’elezione, presentando formalmente la sua candidatura il giorno della scadenza dei termini.
Il cammino verso il voto non è stato privo di ostacoli. In una fase iniziale si è discusso di un possibile commissariamento della Federazione, ipotesi poi rientrata per la mancanza dei requisiti di urgenza e nel rispetto dell’autonomia dello sport.
Più complessa è stata la vicenda legata a una sua presunta ineleggibilità per “pantouflage”. La questione è stata definitivamente risolta dall’Anac, l’Autorità anticorruzione, che ha espresso parere favorevole dopo il via libera del Collegio di Garanzia dello Sport, stabilendo che Malagò può essere eletto presidente Figc. Questa decisione ha rimosso il rischio di futuri ricorsi.
Nelle fasi finali della campagna elettorale, un provvedimento del Consiglio dei Ministri ha spostato una quota della mutualità dei diritti tv dalla Figc alla Serie A femminile. Questa mossa ha generato malcontento in Lega Pro e nella Lnd, componente che sostiene Abete, e potrebbe ulteriormente ampliare il margine di vantaggio di Malagò.
Una volta eletto, il nuovo presidente dovrà affrontare sfide immediate. Malagò ha già avviato contatti con stakeholder e sponsor. I compiti principali saranno la nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale, il rilancio della squadra azzurra e, più in generale, la ricostruzione del futuro del calcio italiano.








