Italia: tre progetti per decarbonizzare l’industria

31
Decarbonizzazione industriale
Decarbonizzazione industriale

L’industria manifatturiera e delle costruzioni italiana è responsabile del 12,7% delle emissioni nazionali di gas serra, secondo i dati ISPRA. Per raggiungere la neutralità climatica, le aziende stanno adottando un mix di tecnologie che vanno dall’autoproduzione fotovoltaica all’accumulo, fino alle forniture certificate. Enel ha sviluppato un approccio che non si limita alla fornitura di energia, ma prevede lo sviluppo congiunto di soluzioni su misura per ogni settore produttivo.

Nonostante le emissioni industriali siano calate del 49,9% dal 1990, il ritmo attuale non è sufficiente. Per centrare gli obiettivi del Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNIEC) al 2030, l’Italia dovrebbe ridurre le emissioni totali del 6% ogni anno. Il quadro normativo europeo e il piano nazionale Transizione 5.0, che ha stanziato 4,3 miliardi di euro, spingono le imprese verso percorsi di decarbonizzazione più strutturati.

Un esempio di questa strategia è la partnership tra Enel e lo storico pastificio Rummo. L’accordo ha previsto la realizzazione a Benevento di uno dei più grandi impianti fotovoltaici per autoconsumo industriale in Europa. Sarà composto da circa 15.000 moduli prodotti dalla Gigafactory 3Sun di Catania, per una potenza totale di 9 MWp. La produzione, stimata tra 15 e 17 GWh annui, coprirà fino al 75% del fabbisogno energetico dello stabilimento, con un risparmio di emissioni tra 3.500 e 4.000 tonnellate di CO₂ all’anno.

Un’altra innovazione è il sistema di accumulo termico a sabbia MGTES, sviluppato con Magaldi. Questa tecnologia, applicata per la prima volta su scala industriale in Italia, immagazzina energia rinnovabile come calore in un letto di sabbia per poi restituirla sotto forma di vapore, riducendo l’uso del gas. L’impianto, installato presso l’azienda alimentare I.GI nell’area di Buccino (SA), fornitrice del Gruppo Ferrero, ha una capacità di 7,5 MWh, copre il 15% del fabbisogno termico e abbatte le emissioni di 500 tonnellate di CO₂ all’anno.

A Fiumicino, il progetto Pioneer ha inaugurato il più grande sistema di accumulo italiano alimentato da batterie di seconda vita. L’impianto utilizza 762 batterie esauste di auto elettriche. Realizzato con Aeroporti di Roma e co-finanziato dalla Commissione Europea, Pioneer è connesso all’impianto fotovoltaico dell’aeroporto, creando un polo di autoconsumo unico in Europa. Secondo le stime, il risparmio sarà di 16.000 tonnellate di CO₂ in dieci anni.

Sistemi di accumulo come MGTES e Pioneer offrono un doppio vantaggio: non solo riducono le emissioni, ma contribuiscono anche a stabilizzare la rete elettrica, compensando l’intermittenza delle fonti rinnovabili. Per le imprese italiane, investire in soluzioni strutturate per l’energia pulita non è più solo una questione ambientale, ma un fattore chiave per la competitività sui mercati internazionali. L’accesso a energia rinnovabile e certificabile diventa un vantaggio strategico in vista degli obiettivi climatici del 2030.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome